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19 Giugno 2026

La fondazione Raffaella Carrà e il ruolo del figlio adottivo: progetti e memoria

Gian Luca Pelloni Bulzoni rompe il silenzio per spiegare come divenne figlio adottivo di Raffaella Carrà, raccontare la scoperta del tumore e annunciare la Fondazione Raffaella Carrà Ets con iniziative culturali e sociali rivolte ai giovani

La fondazione Raffaella Carrà e il ruolo del figlio adottivo: progetti e memoria

Nel giorno che avrebbe segnato l’83° compleanno di Raffaella Carrà, Gian Luca Pelloni Bulzoni ha portato alla luce dettagli finora riservati sul rapporto con la diva, sulla scelta dell’adozione e sulla nascita della Fondazione Raffaella Carrà Ets. Dopo oltre cinque anni di silenzio, l’erede designato ha scelto Roma per parlare apertamente della malattia che colpì Carrà, delle volontà espresse e dei progetti che la Fondazione intende realizzare per mantenere viva la sua eredità.

Il racconto personale si intreccia con decisioni operative: l’adozione formale, la creazione di una struttura con un consiglio direttivo composto da persone che conoscevano intimamente la cantante, e il lancio di programmi culturali e formativi pensati per i giovani. I passaggi più crudi della vicenda medica e le scelte finali della showgirl sono narrati con tono misurato, ma con dettagli che chiariscono motivazioni e responsabilità.

La scoperta della malattia e la decisione di adottare

Secondo il suo racconto, la vicenda che cambiò ogni cosa iniziò il 22 aprile 2026quando nella casa all’Argentario venne diagnosticata a Raffaella Carrà una grave neoplasia ai polmoni. La rapidità dell’evoluzione clinica e la lucidità della diretta interessata emergono nei ricordi di Gian Luca: dopo il ritorno a Roma e l’avvio delle cure, il 4 maggio 2026 i medici comunicarono che la malattia sarebbe stata fatale. Di fronte a quel verdetto, la showgirl elaborò con pragmatismo le ultime volontà: mise mano al testamento e comunicò l’intenzione di trasformare in atto giuridico un legame già consolidato da anni.

Gian Luca ricorda la telefonata ricevuta mentre Carrà era con Sergio Japinolei spiegò che voleva adottarlo per garantire la continuità dei progetti a cui teneva. La proposta arrivò rapida, netta, e lasciò pochissimo tempo per l’esitazione. L’adozione assunse subito il valore di mandato morale e operativo: non solo un legame affettivo, ma la fiducia nel portare avanti iniziative sociali, artistiche e benefiche alla base del suo impegno pubblico.

La Fondazione Raffaella Carrà Ets e le prime iniziative

La nuova realtà istituzionale è stata presentata con l’obiettivo dichiarato di proseguire le cause che animavano la vita pubblica della cantante. La Fondazione avrà tra i compiti principali la promozione di progetti per i giovani e la tutela della memoria artistica. A supporto dell’erede si è costituito un consiglio direttivo formato da figure che lavorarono a fianco di Raffaella per anni: tra loro la legale che curò l’adozione, curatori artistici, il suo storico ufficio stampa, amici medici e chi ricoprì ruoli amministrativi e contabili.

Il primo grande appuntamento annunciato è la mostra “Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà”voluta come unica richiesta esplicita della cantante: esporre i suoi oggetti e raccontare la sua storia al pubblico internazionale. La mostra partirà in autunno da Roma, sarà promossa dal Ministero della Cultura e prodotta dalla società C.O.R. di Alessandro Nicosiacon la curatela di Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli. Sono già ipotizzate tappe a Madrid e a Buenos Airesper offrire alla platea estera l’occasione di «incontrare» nuovamente la figura della Carrà.

Progetti per i giovani e collaborazioni previste

La Fondazione ha reso pubblici i primi programmi operativi, pensati per sostenere il talento emergente e l’inclusione sociale: Vox Animaededicato alla crescita attraverso il canto corale in collaborazione con il Coro Dolci Note di Roma; Primus Actusrivolto ai giovani registi per facilitarne l’accesso al mondo del cinema e della produzione audiovisiva; e il sostegno a festival e concorsi come il Pop Corn Festival del Corto al Monte Argentario. Queste iniziative traducono in attività concrete la visione di Carrà, che aveva già promosso adozioni a distanza e progetti sociali legati all’infanzia in America Latina e in Asia.

Il nipote di Raffaella, Matteo Pelloniha pubblicamente appoggiato la scelta di affidare a Gian Luca la continuità dei progetti, spiegando che la gestione richiede esperienza, fiducia e una conoscenza diretta delle intenzioni della cantante. La composizione del consiglio direttivo riflette proprio questa volontà di mantenere una linea di continuità con il lavoro precedente e di garantire trasparenza amministrativa.

Nel raccontare episodi concreti, Gian Luca ricorda stralci di umanità che caratterizzavano la Carrà: viaggi per seguire adozioni a distanza, piccoli gesti nei confronti di bambini sostenuti a distanza, e l’amore per la vita privata scandita da cene tra amici e partite a tressette o burraco. Questi dettagli convivono con le scelte formali che ora dovranno tradursi in programmi sostenibili e nella gestione dell’eredità culturale e sociale di una figura che ha segnato la televisione italiana.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.