Nel vasto panorama del cinema di serie B, ci sono opere che, nonostante i loro difetti, riescono a conquistare il pubblico. Dragon Wars uscito nel 2007, è uno di questi film. Disponibile su Netflix questa pellicola ha creato un seguito devoto grazie alla sua natura caotica e incomprensibile, che la rende un’esperienza cinematografica unica.
Dragon Wars non segue alcuna logica narrativa riconoscibile, il che lo rende un film difficile da raccontare. La trama ruota attorno a Ethan, un reporter interpretato da Jason Behr, che trova una scaglia di drago gigante sulla scena di un incidente. Questo evento innesca una serie di flashback annidati l’uno dentro l’altro, che portano il pubblico in un viaggio attraverso le vite passate di Ethan e i suoi legami con i draghi.
Una trama che sfida ogni convenzione
La trama di Dragon Wars è un labirinto di eventi senza senso. Ethan, nel presente, incontra Sarah, una ragazza che guarda il telegiornale condotto da lui e tappezza inspiegabilmente la sua casa con simboli coreani. I draghi compaiono allo zoo divorando elefanti, e un personaggio vestito come Shredder delle Tartarughe Ninja perseguita Sarah nei suoi sogni. Lei finisce in ospedale per ragioni mai chiarite, e Ethan la salva proprio mentre un drago attacca la struttura sanitaria.
Dopo una fuga rocambolesca, i due si baciano sulla spiaggia e si fermano per un caffè, che viene interrotto da un altro attacco draconiano. È in questo momento che il film abbandona definitivamente ogni parvenza di coerenza. L’esercito americano si mobilita con tre elicotteri contro un drago gigante che ha devastato Los Angeles. Poi, dal nulla, un intero esercito di guerrieri coreani feudali equipaggiati con tecnologia futuristica marcia per le strade della metropoli californiana, ingaggiando battaglia contro i militari moderni.
Un caos che diverte
Uno degli aspetti più divertenti del film è il fatto che nemmeno i personaggi sembrano capire cosa stia succedendo. Durante una lunga e confusa spiegazione di Jack sugli eventi mitologici che coinvolgono i protagonisti, non uno ma ben due personaggi diversi interrompono chiedendo: “Di cosa stai parlando?” Questo momento di meta-cinema involontario rende il tutto ancora più esilarante.
Il fascino del trash elevato a forma d’arte
Dragon Wars appartiene a quella categoria rarissima di opere così tremendamente sbagliate da risultare irresistibili. Il piacere non deriva dalla qualità della narrazione o dalla profondità dei personaggi, ma dal puro spettacolo dell’assurdo che si dispiega sullo schermo. Per gli amanti del cinema di serie B, questo film rappresenta un must. Non è un film da prendere sul serio, ma un’esperienza da vivere con autoironia, possibilmente in compagnia di amici altrettanto appassionati di assurdità cinematografiche.
Grazie alla sua natura caotica e incomprensibile, è diventato un cult del cinema di serie B, offrendo un intrattenimento puro e unico. Se siete appassionati di fantasy e azione sfrenata, questo film è un’esperienza che non potete perdere.



