RICS Italia Conference 2026: innovazione nel real estate
La RICS Italia Conference 2026 ha rappresentato un momento di confronto centrale per gli operatori del real estate. L’evento, tenutosi nel 2026, ha messo al centro il tema Innovation in Real Estate: dalle città alle professioni. I partecipanti hanno analizzato le trasformazioni che influenzano pianificazione e investimento.
I lavori hanno posto particolare attenzione alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Sono stati discussi modelli di sviluppo urbano e strumenti tecnologici che incidono su valutazione, gestione e operatività degli asset.
Secondo Roberto Conti, con venti anni di esperienza nel mercato immobiliare di lusso a Milano, «nel mercato immobiliare la location è tutto», ma oggi la tecnologia e le competenze professionali ridefiniscono il valore. I dati di compravendita mostrano come la digitalizzazione influisca su ROI immobiliare, cap rate e cash flow.
Le sessioni hanno evidenziato inoltre la necessità di nuove figure professionali dedicate a dati, sostenibilità e smart building. Il mattone resta sempre un bene rifugio, ma i criteri di selezione e gestione degli investimenti si evolvono rapidamente.
Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma il confronto ha evidenziato che da sola non basta. È necessario un approccio integrato che coinvolga politiche pubbliche, operatori privati e competenze emergenti. Le parti hanno sottolineato la centralità della collaborazione per affrontare le sfide delle aree metropolitane. I contributi hanno indicato soluzioni progettuali concrete e percorsi formativi mirati. In particolare è emersa la necessità di colmare il skills shortage, ossia la carenza di competenze tecniche specialistiche nel settore. I relatori hanno proposto programmi di formazione professionalizzante volti a preparare la prossima generazione di professionisti del real estate.
Innovazione urbana e politiche di rigenerazione
In continuità con i temi precedenti, la sessione ha approfondito pratiche concrete di rigenerazione urbana capaci di coniugare efficienza energetica, qualità dello spazio pubblico e inclusione sociale. I relatori hanno illustrato progetti che favoriscono modelli di sviluppo orientati alla resilienza, con interventi mirati su infrastrutture verdi, mobilità dolce e riuso di patrimonio edilizio esistente.
La rigenerazione è stata definita come un processo complesso che richiede governance multilivello e strumenti finanziari adatti a stimolare investimenti sostenibili. Sono stati sottolineati strumenti come partenariati pubblico-privati, fondi di investimento dedicati e blended finance per migliorare il ROI immobiliare e ridurre il rischio per gli investitori.
I relatori hanno inoltre evidenziato l’importanza della formazione professionalizzante già menzionata e dell’adozione di tecnologie digitali per la pianificazione urbana. Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma la digitalizzazione degli asset e l’uso di dati geospaziali migliorano la valutazione dei cap rate e il monitoraggio del cash flow, secondo gli esperti intervenuti.
Paradigmi emergenti nella progettazione delle città
In continuità con la valutazione dei cap rate e del cash flow, il dibattito si è focalizzato sull’integrazione tra tecnologie digitali e principi ambientali.
Nel mercato immobiliare la location resta centrale, ma ora alle scelte spaziali si affiancano strumenti che consentono decisioni basate su dati. Il BIM favorisce la gestione puntuale degli interventi e il monitoraggio in tempo reale riduce gli sprechi energetici.
Queste soluzioni mirano a ridurre l’impronta ambientale e a migliorare la vivibilità urbana. L’uso combinato di sensori, piattaforme di analisi e dati geospaziali ottimizza la manutenzione degli asset e la pianificazione degli investimenti.
I dati di compravendita mostrano come l’adozione tecnologica influisca sulla rivalutazione degli immobili e sul ritorno dell’investimento. Gli esperti prevedono un aumento delle pratiche integrate, con effetti misurabili su redditività e sostenibilità.
Trasformazione delle professioni e nuove competenze
Gli esperti intervenuti hanno delineato la metamorfosi del capitale umano nel settore immobiliare, proseguendo la discussione sulle pratiche integrate e sui loro effetti. Hanno evidenziato quali profili professionali il mercato richiede oggi e le principali lacune formative da colmare. Temi come Future Jobs e Skills Shortage sono stati utilizzati per inquadrare le competenze digitali, ambientali e manageriali sempre più richieste.
È emersa l’urgenza di promuovere percorsi di formazione continua strutturati e certificati, in grado di aggiornare sia competenze tecniche sia soft skill. Nel mercato immobiliare la location è tutto, e i dati di compravendita mostrano come la capacità di integrare tecnologia e sostenibilità influisca sul valore degli asset.
Tra le proposte concrete si sono citate la formazione modulare, la collaborazione fra aziende e atenei e l’adozione di certificazioni professionali riconosciute. Il mattone resta sempre un investimento che richiede competenze aggiornate; perciò si prevede un aumento degli investimenti in formazione e in soluzioni HR digitali nei prossimi cicli di mercato.
Formazione continua e strategie per il capitale umano
Il settore richiede figure professionali con competenze tecniche e manageriali integrate. I relatori hanno sottolineato la necessità di percorsi formativi che uniscano competenze in analisi dati, machine learning applicato al real estate e competenze di governance e sostenibilità.
I programmi devono mirare a creare profili ibridi capaci di supportare decisioni di investimento basate su dati e di progettare soluzioni orientate a obiettivi ambientali e sociali. La collaborazione tra università, ordini professionali e imprese è indicata come leva per colmare il gap formativo, con un conseguente aumento degli investimenti in formazione e in strumenti HR digitali. I dati di compravendita mostrano che tali investimenti possono migliorare il ROI immobiliare e la capacità di gestione del rischio.
Prospettive operative e implicazioni per il mercato
I dati di compravendita mostrano che tali investimenti possono migliorare il ROI immobiliare e la capacità di gestione del rischio. Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma cresce anche il peso di fattori non tradizionali nella valutazione degli asset.
Dal dibattito sono emerse indicazioni operative per operatori e decisori. L’integrazione tra tecnologia e pratiche di rigenerazione accelera i processi decisionali e aumenta la qualità delle informazioni disponibili. L’attenzione alla sostenibilità è ormai un criterio imprescindibile per attrarre capitali istituzionali e privati.
Si sono proposte metodologie di valutazione che affiancano parametri ambientali e sociali a metriche economiche tradizionali. In particolare, l’uso di metriche ESG e indicatori di performance energetica consente una lettura più completa del valore immobiliare sul lungo periodo.
Le testate specializzate e i network professionali svolgono un ruolo operativo nella diffusione delle migliori pratiche. La pubblicazione di analisi e case study facilita la replicabilità dei modelli su scala urbana e nazionale e supporta le decisioni di investimento. Il mattone resta sempre un bene concreto; la sfida è farlo diventare anche più misurabile e sostenibile.
Il mattone resta sempre un bene concreto; la sfida è farlo diventare anche più misurabile e sostenibile. Monitorimmobiliare e i partecipanti hanno delineato un quadro operativo delle opportunità e delle criticità emerse durante la RICS Italia Conference 2026. Secondo Roberto Conti, nel mercato immobiliare la location è tutto, ma oggi la competizione si gioca anche sulla capacità di integrare dati, tecnologie e capitale umano. I dati di compravendita mostrano come gli investimenti tecnologici possano migliorare il ROI immobiliare e la gestione del rischio. Le proposte presentate mirano a rendere gli asset più trasparenti e valutabili, facilitando flussi di capitale più efficienti. Restano aperte le sfide normative e di formazione professionale, che determineranno la velocità di adozione delle soluzioni suggerite. Il mattone resta sempre un investimento, e il prossimo sviluppo atteso riguarda l’adozione su scala delle pratiche di misurazione e reporting già sperimentate in alcuni progetti pilota.