Nel 2026, l’intelligenza artificiale ha raggiunto una dimensione tale da far temere a molti analisti che il settore sia diventato troppo grande per fallire. Un concetto che ricorda la crisi del 2008, quando le grandi banche d’affari erano considerate troppo interconnesse per poter crollare senza provocare un collasso globale.
Mentre alcuni vedono nell’IA una rivoluzione economica, altri temono che il suo successo possa nascondere rischi sistemici. La Digital Cooperation Organization stima che l’economia digitale globale raggiungerà i 28.000 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, con una crescita del 9,5% rispetto all’anno precedente.
Il dominio di Stati Uniti e Asia nel mercato tech
Il mercato tecnologico globale vale circa 52.200 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti che dominano con una capitalizzazione di 42.000 miliardi di dollari, pari all’80% del totale. Le aziende leader come NvidiaAppleMicrosoftAmazon e Alphabet hanno una capitalizzazione combinata che supera i 16.000 miliardi di dollari.
L’Asia segue con circa 10.000 miliardi di dollari, sostenuta da giganti come TsmcSamsung Electronics e SK Hynix. Insieme, Stati Uniti e Asia valgono il 96% del mercato tecnologico globale, lasciando l’Europa con una capitalizzazione stimata di meno di 2.000 miliardi di dollari.
Investimenti pubblici e privati nell’IA
Gli investimenti pubblici stanno giocando un ruolo cruciale nella corsa all’IA. Gli Stati Uniti guidano con Stargate un progetto pubblico-privato da 500 miliardi di dollari. La Corea del Sud ha annunciato un piano da 576 miliardi di dollari su semiconduttori e intelligenza artificiale, mentre l’Unione Europea ha stanziato circa 115 miliardi di dollari con il piano InvestAI.
Gli investimenti privati globali in IA hanno raggiunto 581 miliardi di dollari nel 2026, contro 253 miliardi nel 2026. Questo rapido aumento alimenta il timore che, in caso di correzione dei mercati, anche l’IA potrebbe rivelarsi troppo grande per fallire.
La Gen Z e il cambiamento del mercato tech
La Gen Z con una capacità di spesa stimata di 12,6 trilioni di dollari entro il 2030, sta già cambiando il modo in cui scopriamo, scegliamo e acquistiamo tecnologia. Per questa generazione, il tech non è più solo uno strumento funzionale, ma un elemento integrato nelle passioni, nelle relazioni e nei momenti di intrattenimento quotidiano.
Le categorie più rilevanti per la Gen Z includono audio, smartphone, wearable, gaming e personal care tech. La tecnologia è vissuta come strumento di espressione personale, creatività e appartenenza, con una crescente attenzione verso l’esperienza che abilita.
La Gen Z si muove con naturalezza tra canali fisici e digitali, scegliendo di volta in volta la soluzione più comoda in base alle proprie esigenze. Per i retailer e i brand, la sfida è garantire continuità e coerenza lungo l’intero customer journey.
La crisi del mercato smartphone
Nel secondo trimestre del 2026, il mercato degli smartphone ha registrato un calo dell’11%, il livello più basso dal 2013. La crisi globale delle memorie e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto lievitare i costi del petrolio e dei trasporti, gonfiando ulteriormente i prezzi degli dispositivi.
I produttori di chip di memoria hanno ridotto le forniture per dare priorità alle memorie usate nei data center di intelligenza artificiale, aumentando i costi e i prezzi finali, soprattutto per gli smartphone di fascia bassa e media. I modelli top di gamma, come i Galaxy S26 e gli iPhone 17 hanno visto aumentare le loro quote di mercato, rispettivamente al 24% e al 20%.



