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10 Luglio 2026

Vigilanza privata: cosa possono e non possono fare le guardie giurate

Le guardie giurate svolgono un ruolo cruciale nella sicurezza privata, ma i loro poteri sono strettamente regolamentati. Scopri cosa possono e non possono fare.

Vigilanza privata: cosa possono e non possono fare le guardie giurate

Le guardie particolari giurate sono una presenza sempre più comune in parchi, ospedali e banche, affidate dalla legge a istituti di vigilanza autorizzati. Tuttavia, i loro poteri operativi sono strettamente regolamentati per evitare abusi e garantire il rispetto delle normative. Questo articolo esplora i confini legali delle guardie giurate, dalla prevenzione dei reati alla gestione delle emergenze.

La differenza tra vigilanza armata e semplice portierato è fondamentale. Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) il relativo regolamento di esecuzione e il Decreto Ministeriale 269/2010 dettano le regole base sulla vigilanza privata. Le Linee guida Anac n. 10/2018 tracciano una linea netta tra questa professione e la semplice guardiania o il portierato. A differenza del custode, la vigilanza privata comporta un controllo attivo del bene protetto.

I poteri vietati: niente perquisizioni o identificazioni

Le guardie giurate presidiano musei, biblioteche, edifici pubblici e infrastrutture, controllando gli accessi e gestendo i flussi di persone. Tuttavia, non svolgono attività di polizia giudiziaria. La Corte Costituzionale con la sentenza n. 226/2010, ha ribadito che la prevenzione e la repressione dei reati appartengono alla competenza esclusiva dello Stato. Le guardie possono solo osservare e proteggere i beni, segnalando eventuali anomalie alle Forze dell’ordine.

Il protocollo «Mille occhi sulla città», promosso dal Ministero dell’Interno, si fonda proprio sulla tempestiva segnalazione di anomalie alle Forze dell’ordine, senza alcuna sostituzione operativa sul campo. Le guardie giurate, durante il turno di lavoro, hanno la qualifica di incaricati di pubblico servizio ma non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali né di agenti di pubblica sicurezza.

L’arresto in flagranza e un caso pratico al supermercato

Le guardie giurate possono procedere all’arresto fisico di una persona solo in casi specifici, come il furto semplice. Un esempio pratico chiarisce la regola: una guardia giurata in servizio in un supermercato nota un cliente intascare un profumo costoso. L’operatore di vigilanza ha a disposizione azioni molto rigide: osservare i movimenti del soggetto, avvisare immediatamente le Forze dell’ordine e impedire la fuga del presunto ladro senza l’uso di violenza.

La guardia non ha alcun potere formale per obbligare il cliente a svuotare le tasche, non ispeziona il contenuto dello zaino e non rinchiude la persona in una stanza isolata in attesa della pattuglia. Una simile reazione sproporzionata espone la guardia a conseguenze penali per sequestro di persona e violenza privata.

L’uso delle armi e la legittima difesa sul posto di lavoro

Le regole sull’uso dell’arma in dotazione non derivano dalla qualifica di incaricato di pubblico servizio. Esse si basano sulla licenza prefettizia per il porto d’armi e sulle norme comuni della legittima difesa. Dopo la riforma approvata nel 2019, la difesa legittima opera anche a protezione dei beni materiali, propri o altrui, a condizione che il criminale non desista dall’azione e sussista un reale e attuale pericolo di aggressione fisica.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, con le sentenze n. 30200/2026 e n. 46809/2026, fissa un ulteriore paletto. La causa di giustificazione protegge l’operatore solo se la reazione armata o violenta rimane in connessione stretta con il servizio di vigilanza affidato. L’ordinamento, infine, esclude in radice per la guardia giurata l’applicazione dell’esimente definita «uso legittimo delle armi», una prerogativa riservata in via esclusiva ai membri in servizio delle Forze dell’ordine.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.