Durante l’estate 2026 una famiglia irlandese trascorreva le ferie in una località di montagna nella splendida campagna toscana. Patrick Mohr, residente in Irlanda da sedici anni, si trovava con la moglie e i figli a fare il bagno in un piccolo torrente. Tra le risate dei bambini, la fede d’oro che Patrick indossava al dito svanì nella corrente, trasformando un momento di gioia in una piccola emergenza emotiva.
Il valore dell’anello non era solo materiale: rappresentava ricordi di matrimonio e di un legame profondo con la sua terra natia. La moglie, determinata a non arrendersi al destino, si rivolse a tre ragazzi italiani, Filippo Palagi, Nicola Malloggi ed Edoardo Poggi, i quali erano gli unici presenti nei pressi del corso d’acqua.
La perdita dell’anello d’oro durante la vacanza toscana
I tre giovani, pur non possedendo gli occhialini da nuoto richiesti, accettarono subito di aiutare. Patrick Mohr spiegò loro l’importanza dell’oggetto, sottolineando che l’anello era un simbolo di famiglia. Nonostante l’assenza di attrezzature, i ragazzi promisero di restare in contatto e di cercare l’oggetto per quanto fosse possibile, dimostrando una buona dose di solidarietà.
La ricerca dei tre italiani e la scoperta sotto il torrente
Dopo due giorni di tentativi infruttuosi, durante i quali avevano provato a catturare l’anello con un kayak, decisero di cambiare tattica. Indossarono delle maschere da sub – a costo di un piccolo investimento – e si immergevano nuovamente nel flusso d’acqua. Fu allora che Nicola Malloggi scorse un luccichio sul fondo sabbioso.
La soluzione con le maschere da sub
Estendendo la mano con cautela, Nicola afferrò ciò che sembrava un piccolo oggetto metallico. Con sorpresa di tutti, il reperto si rivelò essere proprio la fede scomparsa. Gli amici scattarono in coro: “Ciao Sméagol, guarda cosa abbiamo trovato”, un omaggio ironico al mito de Il Signore degli Anelli che aveva già animato le loro chiacchiere.
Il viaggio in Irlanda e il gesto di gratitudine
Il messaggio con la fotografia dell’anello arrivò a Patrick nove giorni dopo lo smarrimento, proveniente da un numero italiano sconosciuto. Invece di consegnare subito l’oggetto, i tre ragazzi decisero di recarsi in Irlanda vestiti da hobbit – Frodo, Merry e Sam – accompagnati dalla colonna sonora del film, per renderlo un momento indimenticabile.
Arrivati a Glendalough, un sito monastico di oltre mille anni di storia, e nella vicina valle di Glenmalure, furono accolti calorosamente da Patrick e dalla sua famiglia. In segno di riconoscenza, la famiglia Mohr organizzò una giornata di visita turistica, chiusa da una cena tradizionale irlandese e da una pinta di birra locale. Da quella esperienza nacque un legame duraturo: la buona volontà di tre ragazzi italiani ha trasformato una semplice ricerca in una storia che ricorda le più grandi avventure della Terra di Mezzo.



