Nel settembre 1966 il Salone Internazionale dei Comics approda per la prima volta a Lucca, quando il fumetto era ancora considerato un intrattenimento per bambini. Da allora, sei decenni di manifestazioni, incontri e collezioni hanno mutato radicalmente la percezione di quegli universi: ciò che un tempo viveva nell’ombra è ora al centro della cultura pop, influenzando cinema, moda e persino l’istruzione. Il cambiamento non è stato soltanto stilistico, ma ha coinvolto l’intera audience, ora intergenerazionale e pronta a esibire le proprie passioni senza timore di stigma.
Questa evoluzione trova la sua massima espressione nella sessantesima edizione di Lucca Comics & Games, battezzata “Legacy” per richiamare l’eredità tramandata di generazione in generazione. L’evento, che ha venduto più di 80 000 biglietti solo nella giornata del 31 ottobre, si è trasformato in un vero e proprio crocevia di creatività, dove fumettisti storici, case editrici emergenti e fan accaniti convivono nello stesso spazio, dimostrando che la cultura nerd ha acquisito legittimità istituzionale e popolare.
Il sessantesimo Lucca Comics: ospiti, novità e “Legacy”
Il palinsesto di questa annata ha accolto leggende come Frank Miller, pioniere dei super-eroi moderni, e Go Nagai, genitore di Devilman e Mazinger Z. Tra gli italiani, Claudio Castellini, primo disegnatore italiano a collaborare con Marvel, e il Canadese Seth di Coconino Press hanno condiviso tavole e racconti. Per la prima volta, lo spazio Artist Alley gestito da Scott’s Collectables ha permesso a creatori indipendenti di interagire direttamente con il pubblico, mentre editori come Tunué, Panini Comics, Carmine Di Giandomenico e Hollow Press hanno presentato progetti sperimentali, dal Drone di Jesse Lonergan al premiato Dust Marrow di Pastaacolazione.
Alberto Angela si trasforma nel Mandaloriano
Il 31 ottobre, tra le sfilate di cosplay, è emersa una sorpresa inattesa: il noto divulgatore storico Alberto Angela ha indossato l’armatura del Mandaloriano, the Star Wars icon, e ha percorso le vie del centro storico insieme a decine di fan mascherati. La rivelazione, avvenuta sul palco del Teatro del Giglio, ha generato un applauso scrosciante quando l’uomo ha tolto il casco, dimostrando che la curiosità può attraversare i confini tra storia antica e fantascienza. L’apparizione non era solo un momento di divertimento, ma anche un modo per presentare il suo nuovo libro “Cesare. La conquista dell’eternità”, collegando la narrazione della Roma imperiale a quella di universi fantastici amati dai giovani.
Il 31 ottobre: una giornata colma di eventi e l’accordo per il Museo del Fumetto
Oltre alle apparizioni di celebrità, la giornata è stata scandita da incontri di rilievo. Alle 9:00, in Sala Tobino, Usamaru Furuya e Shintaro Kago hanno discusso dei lati più oscuri del manga, mentre Mel The Sketcher ha presentato “Anatomia di me”, un’autobiografia visiva sulla malattia mentale. A mezzogiorno, Frank Miller e la giapponese Peach Momoko hanno analizzato la loro collaborazione per “Amazing Spider-Man #1000”, evidenziando l’influsso reciproco tra comics occidentali e manga. Infine, alle 14:30, la show-case di Saka Mikami ha offerto un’immersione nel J-POP Manga, completando un programma ricco e diversificato.
Il nuovo Museo del Fumetto nella ex Manifattura Tabacchi
Il culmine della trasformazione culturale è stato sancito il 29 ottobre a Palazzo Guinigi, dove il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il Sindaco di Lucca Mario Pardini hanno firmato l’accordo per il Museo del Fumetto. La nuova istituzione, che ospiterà anche sezioni dedicate all’illustrazione, al gioco e all’animazione, rappresenta il riconoscimento ufficiale di una disciplina un tempo considerata marginale. Con la sua sede prevista nell’ex Manifattura Tabacchi, il museo garantirà la conservazione e la valorizzazione del patrimonio nerd per le generazioni future, consolidando Lucca come capitale della cultura pop.
I sessant’anni di Lucca Comics dimostrano che la cultura nerd, una volta relegata a sottili circoli di appassionati, ha conquistato spazio sul palcoscenico globale. La combinazione di leggende del fumetto, sorprese mediatiche come quella di Alberto Angela e l’impegno istituzionale verso la conservazione della memoria visiva conferma che l’eredità di “Legacy” è ben più di una festa: è la testimonianza di un cambiamento profondo nel modo di vivere l’immaginario collettivo.



