Il Lucca Comics & Games ha ormai superato il concetto di fiera chiusa tra quattro mura, trasformandosi in una celebration che percorre ogni vicolo dell’antica città. Dal primo mattino, le strade si riempiono di colori, suoni e personaggi provenienti da universi diversi, creando un’atmosfera che ricorda un grande set cinematografico. La manifestazione, giunta al suo sessantesimo anno, attira fan da tutto il mondo, ma è proprio la partecipazione spontanea dei lucchesi che rende unico questo evento.
Quest’anno, l’entusiasmo ha attraversato anche la sfera commerciale: ristoranti, bar e negozi hanno deciso di cosplay are i propri spazi, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice esposizione. La scelta di indossare costumi non è stata casuale, ma il risultato di anni di affetto verso la manifestazione e di una volontà di far parte della cultura pop condivisa.
Commercianti in cosplay: i protagonisti delle strade di Lucca
Il negozio di artigianato Paolo di Ricami Veronica ha presentato un fedele costume da Batman, frutto di dieci anni di passione per il Cavaliere Oscuro. “I bambini di Lucca mi chiedono spesso di vestirmi così, e dedicare alla macchina da cucire una ‘Embroidery car’ è diventato una tradizione”, ha dichiarato il proprietario, affermando che la fiera è entrata nel suo cuore nonostante non sia nato in città. Nel frattempo, il ristorante K2 ha trasformato il locale in un vero e proprio campo da pallavolo anime, con staff vestito da Mila e Shiro, protagonisti del popolare manga sportivo. L’atmosfera è stata arricchita da decorazioni a tema, accogliendo turisti provenienti da ogni continente per un pranzo all’insegna della fantasia. Anche L’Oste di Lucca ha partecipato, trasformando la sua sala in una nave pirata: salvagenti, teschi e bandiere hanno costituito lo sfondo, mentre lo staff recitava il ruolo dei membri dell’equipaggio, una tradizione ormai consolidata da tre anni. Infine, Gabry Caffè ha scelto il mondo dei videogiochi, vestendosi da Super Mario e Luigi su suggerimento del proprio figlio. “Il costume ci sta benissimo e il meteo favorevole ci aiuta a vivere al meglio le prime giornate del festival”, ha commentato Simona, una delle responsabili del locale.
Il terzo giorno di programma: talk, showcase e anteprime
Go Nagai: “Sole, cuore e acciaio” all’Auditorium San Romano
Alle 10.30 del 30 ottobre, il celebre mangaka Go Nagai è stato ospite di un incontro imperdibile, accompagnato da Claudio Castellini, regista Gabriele Mainetti e Alessandro Apreda (DocManhattan). Il dialogo ha attraversato decenni di creazione, esplorando l’impatto dei suoi lavori sulla fantasy cultura contemporanea e la capacità di collegare generazioni di fan.
Manaya di Carmine di Giandomenico: 15 anni di lavoro a porta di uno spettacolo
Contemporaneamente nella Sala Tobino, l’autore ha presentato il graphic novel Manaya, un’opera che affronta temi di paternità e silenzio emotivo. Dopo quindici anni di ricerca, l’autore ha mostrato al pubblico le tavole finali, raccontando il processo creativo che ha unito la narrazione cinematografica al disegno tradizionale.
Marvel Legacy: Frank Miller e Peach Momoko a confronto
A partire dalle 11.30, l’incontro “Marvel Legacy” ha riunito due icone di generazioni diverse: Frank Miller, pioniere del manga nei comics americani, e Peach Momoko, artista giapponese che ha infuso una sensibilità asiatica nelle pagine Marvel. Il dialogo ha ruotato attorno alla collaborazione per “Amazing Spider-Man #1000”, evidenziando come il medium possa evolversi attraverso i dialoghi interculturali.
The Eternaut and Beyond: memoria e resistenza
Nel pomeriggio, nella Sala Tobino, è tornato il riconoscimento dedicato a Héctor Germán Oesterheld, autore de L’Eternauta. L’evento ha evocato la lotta contro la dittatura argentina, coinvolgendo le figlie dell’autore e rappresentanti di Emergency, per sottolineare come il fumetto possa essere strumento di memoria collettiva.
Falasteen. Sumud: un fumetto per raccontare la storia palestinese
Alle 16.30, l’Auditorium San Francesco ha ospitato l’anteprima di Falasteen. Sumud, un volume che ricostruisce oltre un secolo di storia palestinese attraverso disegni di autori internazionali, con il contributo speciale di Joe Sacco. Il progetto intende dare voce alle vittime della Nakba e della recente devastazione di Gaza, mostrando la resilienza del popolo attraverso il linguaggio del fumetto.
GuriHiru e Samuel Sattin: l’arte giapponese incontra la sceneggiatura occidentale
Infine, la stessa fascia oraria ha accolto le illustrate GuriHiru e lo sceneggiatore Samuel Sattin, che hanno mostrato il loro metodo di creazione dal character design alla narrazione. Il dibattito ha messo in luce la sinergia tra stili giapponesi e produzioni come “Avatar: The Last Airbender”, suggerendo nuove prospettive per il futuro del fumetto internazionale.



