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3 Novembre 2026

Sessantesimo Lucca Comics & Games: l’eredità di una cultura globale

Sessantesimo anniversario di Lucca Comics & Games: tra leggende del fumetto, nuove esperienze immersive e l’avvio del Museo del Fumetto

Sessantesimo Lucca Comics & Games: l’eredità di una cultura globale

Nel settembre 1966 la città toscana ospitava per la prima volta il Salone Internazionale dei Comics, un evento allora considerato un punto di ristagno per una forma d’arte destinata ai bambini. Gli studiosi dell’epoca, tra cui Umberto Eco, lottavano per far riconoscere il valore culturale del fumetto. Sessant’anni dopo, quella stessa manifestazione si è trasformata nella più grande fiera pop-nerd d’Italia, Lucca Comics & Games, e rappresenta il fulcro di un cambiamento epocale.

Dal Salone Internazionale dei Comics al sessantesimo anniversario

Dal modesto stand del 1966, la manifestazione è cresciuta fino a riempire le strade di Lucca, attirando milioni di visitatori. Il pubblico, una volta confinato in piccoli circoli, è diventato intergenerazionale e trasversale: oggi è comune vedere fan di manga, cinefili, videogiocatori e appassionati di giochi da tavolo condividere lo stesso spazio. Questo ampliamento è stato alimentato da una progressiva normalizzazione delle passioni nerd, che ora si mostrano con orgoglio anziché con imbarazzo.

Le leggende e le novità della 60ª edizione

L’edizione intitolata “Legacy” ha riunito autentiche icone del fumetto: Frank Miller, pioniere del supereroe americano, e Go Nagai, padre di Devilman e Mazinger Z. A fianco a loro, Claudio Castellini, primo italiano a collaborare con Marvel, e il canadese Seth, volto del fumetto d’autore contemporaneo, hanno partecipato a panel e firme. Per la prima volta è comparso l’Artist Alley di Scott’s Collectables, un luogo di incontro diretto tra creatori e pubblico.

Publisher e progetti sperimentali

Tra gli editori presenti, Tunué ha mostrato la grafica sperimentale di Jesse Lonergan con Drone, mentre Panini Comics ha celebrato i trent’anni di PK con Corrado Mastantuono. Carmine Di Giandomenico ha presentato il progetto personale Manaya con SaldaPress, e Hollow Press ha offerto opere di Tetsunori Tawaraya, Spugna e Pastaacolazione, vincitore del Premio Self Area 2026 con Dust Marrow. La varietà di stili e generazioni rimarca la trasformazione del medium, impossibile da immaginare solo qualche decennio fa.

Oltre il fumetto: giochi, cosplay e cinema

Il padiglione Funko ha dimostrato che i oggetti da collezione sono ormai parte integrante del costume nerd, mentre la celebrazione dei trent’anni di Pokémon ha occupato la “Palestra Bacchettoni”, un omaggio ironico alla fanbase. La grande capsula del tempo LEGO, da riaprire nel 2086, testimonia come il gioco accompagni intere generazioni. Il cosplay ha trasformato le vie di Lucca in un palcoscenico vivente, e le esperienze immersive hanno toccato il cinema: dal Oscar giapponese per Hirokazu Kore-eda con Look Back, al debutto in piazza San Michele della serie Harry Potter in attesa dell’arrivo su HBO Max, fino all’esperienza di Backrooms di I Wonder Pictures e la serie italiana sugli 883 su Sky e Now.

Un riconoscimento istituzionale: nasce il Museo del Fumetto

Il culmine della trasformazione culturale è arrivato il 29 ottobre, quando a Palazzo Guinigi hanno firmato ministro della Cultura Alessandro Giuli, presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e sindaco di Lucca Mario Pardini l’accordo per il Museo del Fumetto. La struttura, che avrà sede nell’ex Manifattura Tabacchi, non si limiterà al settimo arte ma includerà illustrazione, gioco, animazione e linguaggi multimediali, con l’obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio nato da una sottocultura per diventare patrimonio artistico riconosciuto.

Nonostante i successi, la manifestazione ha ancora delle difficoltà operative: code interminabili agli stand più popolari e spazi insufficienti hanno limitato l’esperienza di molti fan. Il problema delle sale sovraffollate è stato evidenziato nei giorni finali, rendendo complicato per chi ha acquistato il biglietto giornaliero godersi l’intero programma.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.