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17 Settembre 2026

Resident Evil trasformato in commedia horror: il nuovo film di Cregger

Resident Evil di Cregger ribalta la saga con una dose di horror e ironia che conquista la critica e sorprende i fan.

Resident Evil trasformato in commedia horror: il nuovo film di Cregger

Il nuovo Resident Evil firmato Zach Cregger è arrivato nelle sale con l’ambizione di trasformare una delle più note franchise videoludiche in una commedia horror capace di far parlare sia gli appassionati del genitore della saga sia gli amanti del cinema di genere. Dopo anni di adattamenti incerti, il regista ha scelto di non ricreare i classici eroi come Leon o Jill, ma di introduzione un protagonista ordinario, il corriere Bryan, per guidare lo spettatore dentro un incubo urbano.

Una premessa audace: il corriere Bryan a Raccoon City

La trama parte da un semplice incarico notturno: un corriere deve consegnare un pacco al Raccoon General Hospital. Durante la corsa, una nebbiosa notte di dicembre, Bryan si imbatte in un incidente che lo catapulta in una serie di scenari ormai iconici della serie –da strade abbandonate a fogne infestati– senza la presenza dei soliti personaggi della serie. Questa scelta narrativa mette in evidenza il desiderio di Cregger di raccontare la storia dal punto di vista di chi non è un eroe rendendo la minaccia più imprevedibile e il terrore più tangibile.

Il contesto di Raccoon City rimodellato

Pur mantenendo il nome della città, il film reinventa il contagio: non è più il classico T-virus del 1998, ma una variante che genera creature più surreali e meno riconoscibili rispetto ai videogiochi. Questa decisione è stata accolta con scetticismo dai puristi, ma ha permesso a Cregger di inserire riferimenti più liberi e di giocare con i clichè del genere, addirittura proponendo omaggi a film come La Casa 2 e a classici del cinema comico.

Equilibrio tra tensione e comicità

Il regista dimostra una padronanza notevole nell’alternare momenti di puro horror a improvvisi scoppietti di ironia. Le scene di inseguimento tra i corridoi dell’ospedale sono ricche di splatter ben dosato, mentre le battute di Bryan, spesso auto-ironiche, scaricano la tensione in modo efficace. I critici hanno sottolineato come Cregger riesca a “accendere e spegnere” il terrore con la precisione di registi come Sam Raimi o Edgar Wright, creando un ritmo incalzante che non permette al pubblico di rilassarsi troppo a lungo.

Il ruolo dei jump-scare

I jump-scare sono inseriti con criterio: appaiono al momento giusto, senza risultare gratuiti, e vengono spesso accompagnati da una battuta che spezza la suspense, generando una risposta emotiva duplice. Questa tecnica rende il film più accessibile a un pubblico meno abituato ai classici survival horror, ampliandone l’appetibilità.

Accoglienza della critica e reazioni dei fan

Le prime valutazioni sono estremamente positive: su Metacritic il film registra un punteggio medio di 80, mentre Rotten Tomatoes registra un 96% di recensioni favorevoli. I commenti più ricorrenti elogiano la capacità di Cregger di rinvigorire un franchise spesso considerato “maledetto” negli adattamenti cinematografici. Alcuni fan, tuttavia, rimangono contrari al tradimento dei personaggi iconici, ma la maggior parte sembra apprezzare la fresca “trattazione” narrativa che la pellicola propone.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.