Astronomi hanno segnalato la possibile scoperta di una pulsar nel cuore della Via Lattea, nella zona del Centro Galattico. Il segnale, battezzato BLPSR dal team guidato da Karen Perez, è emerso dall’analisi di lunghe osservazioni radio condotte con il Green Bank Telescope nell’ambito del Breakthrough Listen Galactic Center Survey. Se confermato, questo oggetto potrebbe diventare uno strumento prezioso per studiare la fisica in campi gravitazionali estremi.
Cosa è stato osservato
Durante circa venti ore di puntamento verso il nucleo galattico i ricercatori hanno raccolto migliaia di candidati: dopo un processo di filtraggio sono rimasti segnali di interesse, tra cui uno con periodo riportato di 8,19 millisecondi, tipico delle cosiddette pulsar millisecondo (MSP). Il team ha passato al setaccio 5.282 segnali iniziali per isolare questo candidato; tuttavia la conferma non è ancora definitiva: la rivelazione non è stata ripetuta con la stessa chiarezza nelle osservazioni successive e l’ambiente è caratterizzato da rumore di fondo intenso, forte dispersione del segnale e possibili effetti dinamici dovuti a orbite complesse.
Perché sarebbe importante
Le pulsar sono orologi cosmici estremamente affidabili: una MSP stabile, posizionata vicino a una massa rilevante del Centro Galattico, permetterebbe di misurare sottili deviazioni nella propagazione degli impulsi e quindi di testare la curvatura dello spazio‑tempo in regime di campo forte. In pratica, osservare i tempi di arrivo degli impulsi con elevata precisione potrebbe vincolare modelli teorici e fornire nuove prove sulla validità della relatività generale in condizioni estreme.
Limiti e verifiche in corso
La zona che circonda il buco nero centrale è difficile da sondare: la dispersione interstellare e la turbolenza del mezzo riducono il contrasto degli impulsi radio, mentre orbite strette o eccentriche possono modulare la periodicità rendendo intermittente l’emissione. Per questo il gruppo sta eseguendo controlli approfonditi sulla periodicità, cercando di escludere interferenze terrestri e confrontando i risultati con osservazioni complementari. I dati dettagliati verranno sottoposti a peer review: la comunità attende le analisi finali prima di parlare di conferma.
Cosa succederà adesso
Sono pianificate campagne di follow‑up sia nella banda radio che su altre lunghezze d’onda, insieme a osservazioni ripetute per monitorare eventuali variazioni del periodo o spostamenti di posizione. Tecniche di de‑dispersione più raffinate, collaborazioni internazionali e l’uso congiunto di diversi telescopi aumenteranno le probabilità di caratterizzare BLPSR con precisione.
Il problema delle pulsar “mancanti”
Da tempo i modelli prevedono una popolazione numerosa di stelle di neutroni intorno al Centro Galattico, molto più ampia di quella effettivamente osservata. Le spiegazioni possibili includono l’attenuazione e la diffusione del segnale nel mezzo interstellare, oltre agli effetti dinamici che rendono gli impulsi difficili da cogliere. Individuare sorgenti finora nascoste, come potrebbe essere BLPSR, aiuterebbe a colmare questo gap e a rivedere le stime sulla popolazione di neutroni, con ripercussioni sulle previsioni di merger e di onde gravitazionali.
Tecnologia e prospettive future
Per migliorare la caccia alle pulsar nel nucleo galattico servono strumenti con maggiore sensibilità, risoluzione temporale più elevata e algoritmi di analisi del segnale più sofisticati. Potenziando le catene di trattamento dei dati e moltiplicando le campagne multi‑banda, si ridurrebbero i falsi positivi e si aumenterebbe il numero di rilevamenti utili per test astrofisici e teorici. Nei prossimi mesi le osservazioni di follow‑up e le verifiche indipendenti chiariranno se si tratta davvero di una pulsar millisecondo o di un falso positivo dovuto alle difficili condizioni di osservazione.