Piattaforma riflessi virtuali: prevenire le dipendenza digitali con la realtà virtuale

Riflessi Virtuali propone ambienti immersivi, una webserie in sei episodi e strumenti di autovalutazione per trasformare la prevenzione delle dipendenze digitali in un'esperienza concreta e accessibile.

Riflessi Virtuali nasce alla Sapienza Università di Roma dall’incontro tra il Laboratorio di Psicologia Sperimentale Applicata e il LABS — Laboratorio Audiovisivo per lo Spettacolo, con il sostegno di Fondazione TIM. Il progetto sfrutta la realtà virtuale per creare percorsi educativi e programmi di prevenzione rivolti a studenti, famiglie, insegnanti e operatori: l’obiettivo è intercettare per tempo comportamenti a rischio legati all’uso dei dispositivi connessi e offrire strumenti concreti per affrontarli.

La piattaforma, accessibile gratuitamente su riflessivirtuali.it, combina simulazioni immersive con strumenti valutativi validati scientificamente. I contenuti multimediali raccontano dinamiche psicologiche complesse in modo comprensibile e operativo: non si tratta di giudicare, ma di informare e accompagnare chi vuole riconoscere segnali di difficoltà e intervenire. Secondo Roberto Conti, giornalista con esperienza nel real estate, iniziative di questo tipo dimostrano come la tecnologia possa ampliare l’accesso a interventi preventivi e a valutazioni standardizzate. Nei prossimi mesi i dati d’uso forniranno elementi utili per capire l’efficacia degli strumenti e valutare eventuali sviluppi in ambito clinico ed educativo.

Un ecosistema digitale per la prevenzione
La piattaforma si propone come un vero e proprio ecosistema per la promozione del benessere: include materiali divulgativi basati su evidenza, percorsi educativi strutturati e questionari di autovalutazione costruiti su protocolli riconosciuti. Questi strumenti aiutano a individuare per tempo segnali come l’isolamento sociale o la perdita del controllo sul tempo trascorso online, permettendo interventi più mirati.

La progettazione tiene conto sia dell’utenza generale sia dei professionisti che necessitano di strumenti replicabili in contesti scolastici o clinici. Oltre ai contenuti formativi, la piattaforma fornisce informazioni aggiornate sui servizi di supporto sul territorio e risorse multimediali per favorire un apprendimento attivo. L’accessibilità e la facilità d’uso sono considerate fondamentali per tradurre conoscenze in pratiche efficaci.

Strumenti di autovalutazione e orientamento
Su RiflessiVirtuali.it sono disponibili questionari costruiti su scale e protocolli validati, pensati per delineare profili di rischio e agevolare l’individuazione precoce di comportamenti problematici. A fianco della valutazione, la piattaforma propone percorsi guidati che suggeriscono strategie educative e indicano come contattare servizi locali di supporto.

L’approccio integra la tecnologia con la rete territoriale: gli strumenti digitali servono a identificare e orientare, ma l’intervento umano rimane essenziale per accompagnare chi ne ha bisogno. I dati d’uso finora raccolti mostrano che semplicità e chiarezza nell’interfaccia aumentano l’adesione ai percorsi consigliati.

The Platform: una webserie immersiva
Il progetto include anche The Platform, una webserie di sei episodi che funge da filo narrativo e strumento didattico. Basata su testimonianze reali e rielaborata in ambienti VR e video 3D, la serie mette gli utenti nella condizione di vivere situazioni critiche: perdere gradualmente il controllo, fatica a mettere limiti, tensioni nelle relazioni. L’esperienza è pensata per stimolare riflessione e dialogo più che per dare soluzioni preconfezionate.

L’elemento immersivo non è un vezzo tecnologico, ma un mezzo per favorire empatia e comprensione: attraverso simulazioni controllate si possono esplorare emozioni e scelte difficili in modo sicuro. Questo approccio si presta sia alla formazione di operatori sia a interventi preventivi nelle scuole, sempre nel rispetto di protocolli etici e scientifici.

Perché intervenire sul confine tra normale e patologico
Le dipendenze digitali spesso restano invisibili perché non lasciano segni fisici evidenti. Comportamenti ripetitivi online possono però interferire profondamente con la vita quotidiana: lavoro, studio, relazioni. La piattaforma vuole trasformare una prevenzione passiva in un percorso attivo di consapevolezza, offrendo strumenti pratici a chi vive la situazione e a chi lavora a contatto con giovani e famiglie.

Unire ricerca accademica e contributi filantropici permette di mettere a disposizione risorse che mirano a trasformare fragilità digitali in opportunità di crescita personale e comunitaria.

La piattaforma, accessibile gratuitamente su riflessivirtuali.it, combina simulazioni immersive con strumenti valutativi validati scientificamente. I contenuti multimediali raccontano dinamiche psicologiche complesse in modo comprensibile e operativo: non si tratta di giudicare, ma di informare e accompagnare chi vuole riconoscere segnali di difficoltà e intervenire. Secondo Roberto Conti, giornalista con esperienza nel real estate, iniziative di questo tipo dimostrano come la tecnologia possa ampliare l’accesso a interventi preventivi e a valutazioni standardizzate. Nei prossimi mesi i dati d’uso forniranno elementi utili per capire l’efficacia degli strumenti e valutare eventuali sviluppi in ambito clinico ed educativo.0

Scritto da Staff

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