Salta al contenuto
18 Maggio 2026

Perché le Big Tech minacciano la sovranità: proposte per l’Europa

Un'analisi di Marietje Schaake sul potere privato delle piattaforme e sulle misure che l'Europa dovrebbe adottare per difendere il pubblico

Perché le Big Tech minacciano la sovranità: proposte per l'Europa

Il dibattito sul ruolo delle grandi aziende tecnologiche è ormai centrale. In un’intervista pubblicata il 17 maggio 2026, Marietje Schaake — docente allo Stanford Institute for Human Centered Artificial Intelligence e già membro del Parlamento europeo — mette in guardia sul crescente dominio delle piattaforme su aspetti fondamentali della vita pubblica. Secondo Schaake, quella che molti definiscono come semplice influenza economica è invece diventata una forma di potere che può comprimere la sovranità degli Stati e rimodellare le decisioni politiche. Il suo libro, Il colpo di stato delle Big Tech (Franco Angeli), funge da sfondo per un ragionamento che tocca tecnologia, democrazia, sicurezza e regolazione.

Una nuova forma di potere privato

La tesi centrale è che le Big Tech svolgono oggi ruoli che storicamente appartenevano allo Stato: controllo dell’infrastruttura informativa, gestione dei dati sensibili, capacità di influenzare elettorati e decisioni pubbliche. Questo non è solo simbolico — come la celebre immagine dei CEO in prima fila a una cerimonia politica — ma operativo: dalle scelte sui contenuti alle politiche commerciali, le piattaforme prendono decisioni con impatti su sicurezza, economia e libertà civili. Schaake parla di uno strisciante colpo di stato per indicare come il potere privato possa, gradualmente e senza clamore, erodere il ruolo democratico delle istituzioni.

Tecnologia e sicurezza nazionale

Un campo di particolare preoccupazione è la sicurezza. Con i conflitti sempre più digitali, le decisioni delle aziende che forniscono infrastrutture cloud, software e servizi di comunicazione possono incidere su operazioni difensive e offensive. La dipendenza da piattaforme straniere mette gli Stati in posizione di vulnerabilità: chi detiene server, algoritmi e dati può influenzare la resilienza nazionale. Per Schaake è fondamentale che l’Europa sviluppi alternative sovrane in settori critici come cloud, cybersecurity e satelliti, per non lasciare la protezione della collettività alle scelte di operatori privati.

Impatto sulle libertà civili e sui bias

Le tecnologie non sono neutre. L’introduzione massiccia di sistemi basati su intelligenza artificiale ha mostrato come i modelli possano replicare disuguaglianze e stereotipi: suggerire salari più bassi alle donne, fallire nel riconoscimento di volti neri, o alimentare strumenti di polizia predittiva con dati di parte. Schaake sottolinea che questi effetti non sono incidentali ma legati ai dati di addestramento e agli incentivi commerciali che guidano le scelte progettuali. Affrontare questi problemi richiede trasparenza, responsabilità e un controllo democratico che oggi manca nella governance delle piattaforme.

IA generativa vs IA applicata

Non tutte le forme di IA sono equivalenti: Schaake distingue tra IA generativa — servizi che producono contenuti e catturano dipendenza d’uso — e IA applicata, progettata per restare sotto il controllo diretto dell’utente. Il rischio maggiore risiede nei modelli che accumulano dati e potere decisionale centralizzato. Allo stesso tempo, la tecnologia può essere usata per proteggere sistemi e cittadini se il design, gli incentivi e il controllo sono orientati al bene pubblico.

Regole europee e vie d’uscita

Schaake valuta la regolazione europea con giudizio misto: leggi come il Digital Services Act introducono strumenti utili, soprattutto sulla trasparenza degli algoritmi, ma spesso le sanzioni restano per le aziende un costo tollerabile. La soluzione proposta non è soltanto più vincoli economici, ma un quadro che affronti il potere e favorisca alternative locali: infrastrutture pubbliche digitali, investimenti in IA responsabile, e una strategia industriale che permetta di ridurre la dipendenza da ecosistemi esterni. Tra le misure suggerite c’è l’adozione del principio di precauzione per tecnologie con rischi sistemici e restrizioni sulle applicazioni anti-democratiche.

Cripto, economia e responsabilità

Schaake mette in guardia anche contro l’area delle criptovalute: senza regole adeguate, queste tecnologie possono minare la politica fiscale e creare mercati ombra che danneggiano i risparmiatori. Per questo è necessario intervenire tempestivamente e non aspettare che i problemi diventino sistemici. La responsabilizzazione passa anche per la trasparenza delle decisioni aziendali e per un controllo democratico più forte sulle scelte tecnologiche che impattano la collettività.

La conclusione dell’intervista è un appello alla leadership politica: i cittadini devono chiedere visione, i governi europei devono investire in capacità tecnologiche autonome e le istituzioni devono imporre regole che vadano oltre le semplici multe. Il messaggio di Schaake è chiaro: non si tratta solo di tecnologia, ma di chi decide per la società. Costruire alternative, aumentare la trasparenza e rafforzare il controllo democratico sono passi concreti per riconquistare sovranità e proteggere diritti e istituzioni.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.