Nel mondo spietato della televisione lineare, la sopravvivenza di un programma non dipendeva solo dalla qualità della sceneggiatura, ma soprattutto dal posto in cui veniva trasmesso. Il periodo compreso tra le 20:00 e le 22:00 del venerdì, noto come “Friday Night Death Slot”, rappresentava quasi una condanna a vita per molte produzioni.
Le reti televisive di allora basavano gran parte dei loro guadagni sulla vendita di spazi pubblicitari rivolti al pubblico più redditizio: gli 18-49 anni. Questa fascia d’età, responsabile di acquisti di auto, birre e film, è poco propensa a stare a casa la sera del venerdì, preferendo ristoranti, bar o eventi sportivi.
Il deserto demografico del venerdì sera
Quando una serie rivolta a un pubblico adulto veniva programmata in quel blocco, le rating crollavano perché gli spettatori interessati erano assenti. Al loro posto rimanevano bambini, che non amavano contenuti complessi, o pensionati, poco inclini a seguire trame costose. Il risultato era una profonda discrepanza tra offerta e domanda, che riduceva drasticamente il valore dell’intervallo pubblicitario.
Chi restava sul divano
Le ricerche di mercato dimostrarono che la maggior parte delle famiglie con bambini era l’unico segmento a guardare la TV il venerdì sera, spingendo le reti a sperimentare contenuti più leggeri o a sfruttare quel palinsesto per programmi di pubblico più ristretto.
Il destino delle serie di fantascienza
Il genere fantascientifico, già costoso per effetti speciali, trucco e scenografie elaborate, subì il colpo più duro. Quando una serie di questo tipo non raggiungeva gli ascolti sperati nei giorni feriali, le reti la spostavano al venerdì, creando una professione autolesionista: l’audience diminuiva ulteriormente, giustificando così la cancellazione.
Esempi di vittime famose
Fox è stata spesso accusata di usare questa tattica, mandando in pensione programmi come Firefly, Terminator: The Sarah Connor Chronicles e Dollhouse. Anche il classico Star Trek fu trasferito al venerdì nella terza stagione, per poi essere interrotto nel 1969.
L’eccezione TGIF di ABC
Negli anni ’80 ABC scoprì un modo per sfruttare il “cimitero” trasformandolo in un oro di famiglia. Creò il blocco TGIF, dedicato a sitcom adatte a bambini e genitori, ottenendo così enormi ricavi pubblicitari. Tuttavia, una volta che gli spettatori invecchiavano, il vantaggio svaniva e il venerdì tornava a essere un deserto di ascolti.
Il declino del “death slot” nell’era digitale
L’avvento dei DVR negli anni 2000 ha permesso di registrare i programmi del venerdì e vederli in un secondo momento, scollegando la fruizione dal palinsesto in tempo reale. Il vero cambiamento è arrivato con lo streaming: piattaforme come Netflix rilasciano le loro serie più costose al mattino del venerdì, invitando il pubblico a binge-watching durante il weekend. Così, il giorno della settimana ha smesso di essere un fattore decisivo per la sopravvivenza di un titolo.



