Negli ultimi anni la frustrazione per le tariffe d’abbonamento e le penali di cancellazione ha spinto molti professionisti del design a cercare alternative più economiche. In questo contesto è nato ArtCraft un progetto avviato da Brandon Thomas, sviluppatore con oltre un decennio di esperienza, che ha scelto di ricostruire i sette programmi più usati da Adobe utilizzando Rust e l’intelligenza artificiale Claude Opus 5.5.
L’obiettivo dichiarato è creare un ecosistema clean-room ossia privo di qualsiasi codice proprietario di Adobe, e distribuirlo con licenze MIT e Apache 2.0. Le applicazioni – PhotoCraft, VectorCraft, FilmCraft, LightCraft, DocumentCraft, MotionCraft e LayoutCraft – sono disponibili per Windows, macOS, Linux e, in molti casi, anche come WebAssembly direttamente nel browser.
ArtCraft: la suite open source scritta in Rust
Rust è stato scelto per la sua robustezza e per la capacità di generare binari ad alte prestazioni, evitando il peso di framework basati su Electron. Grazie a Claude Opus 5.5 il codice è stato generato in modo semi-automatico, ma rimane interamente originale, rispondendo ai requisiti di una ricostruzione clean-room. Ogni app supporta le funzionalità di base degli equivalenti Adobe: livelli, maschere, tracciati vettoriali, montaggio video, gestione del colore ICC e persino la lettura/scrittura di file .PSD.
Stato attuale e sfide tecniche
Le versioni attuali sono ancora in fase alpha sono presenti bug, consumo di RAM elevato con immagini ad alta risoluzione e limitazioni nella gestione avanzata del colore. Inoltre, l’integrazione di plug-in di terze parti – un punto di forza storico di Adobe – è ancora assente. Il progetto si affida alle segnalazioni della community su GitHub, dove PhotoCraft ha già superato le 50 000 stelle ma registra più di 800 issue aperti.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricostruzione dei programmi
L’impiego di modelli di linguaggio come Claude Opus ha accelerato drasticamente lo sviluppo. Attività tradizionalmente dispendiose, come la scrittura di interfacce complesse o la gestione di formati proprietari, sono state delegate all’IA, riducendo i tempi di prototipazione a poche settimane. Questo dimostra come l’AI generativa possa abbattere le barriere d’ingresso per la creazione di software altamente specializzati, un settore che in passato richiedeva investimenti multimilionari.
Questioni legali e brevetti
Adobe detiene migliaia di brevetti su tecnologie di editing grafico e gestione del colore. Sebbene ArtCraft si dichiari clean-room la possibilità di contenziosi rimane aperta, soprattutto per quelle funzionalità coperte da brevetti piuttosto che da copyright. Finora non sono emerse cause concrete, ma il timore di azioni legali è evidente nella rimozione di un post su Reddit dedicato al progetto.
Impatto sul modello di business di Adobe e sugli utenti
Il lancio di ArtCraft arriva nella fase in cui Adobe ha accettato di pagare 150 milioni di dollari per risolvere cause legali legate alle penali di cancellazione. La presenza di una suite gratuita e open source, già operativa in browser, potrebbe spingere gli utenti verso soluzioni meno vincolanti, accelerando la transizione verso modelli di licenza perpetua o ibrida. Inoltre, l’adozione di software liberi riduce la dipendenza dal cloud, offrendo maggiore controllo sui dati personali e sulle policy di telemetria.
Se la community riuscirà a colmare le carenze tecniche e a superare le possibili insidie legali, il panorama dei software per designer potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni.



