Con l’arrivo dell’estate, molte città italiane stanno adottando misure drastiche per contrastare gli eccessi della movida notturna. Le amministrazioni locali stanno emanando ordinanze specifiche per garantire il riposo dei residenti e proteggere i minori. Queste nuove regole mirano a limitare la vendita di alcolici e a restringere gli orari di apertura dei locali, creando un equilibrio tra svago e sicurezza urbana.
Le ordinanze sindacali conferiscono ai primi cittadini il potere di limitare temporaneamente la libertà di impresa e la circolazione delle persone quando emergono rischi concreti per l’ordine pubblico, la sicurezza e il decoro. Questo principio sottolinea che il diritto della collettività a vivere in un ambiente sicuro e tranquillo prevale sugli interessi economici dei singoli esercenti.
Misure severe nelle grandi città
Nelle grandi città, le restrizioni sono particolarmente rigide. A Milano, dal 11 giugno al 2 novembre, sono in vigore due provvedimenti che regolano l’asporto e l’uso degli spazi esterni in zone specifiche. L’amministrazione ha vietato il consumo di bevande alcoliche a partire dalle 22 e ha imposto lo stop totale alla vendita e alla somministrazione per asporto a partire dalla mezzanotte.
A Roma, fino all’11 ottobre 2026, i locali sprovvisti di tavoli interni per la consumazione devono chiudere dalle 22 alle 5 del mattino nei fine settimana. A Napoli, dal primo giugno al primo ottobre 2026, la vendita e la somministrazione per asporto di qualsiasi bevanda, compresi i liquidi analcolici, sono vietate dalle 22:30 alle 6. A Bari, fino al 30 settembre 2026, i tavolini dei locali situati sul lungomare devono essere ricollocati all’interno delle aree verdi adiacenti.
Controlli nei centri turistici
Le restrizioni non si limitano alle metropoli, ma coinvolgono anche i comuni più piccoli, che durante l’estate vedono un aumento significativo della popolazione. In Lombardia, località come Mandello del Lario e Sirmione stanno adottando provvedimenti definiti anti-maranza per frenare gli schiamazzi e le intrusioni in aree private da parte di gruppi di giovani provenienti dall’hinterland milanese.
Per arginare questo fenomeno, i comuni stanno introducendo regole stringenti sui varchi di ingresso e sulla permanenza. Tra le misure più rilevanti ci sono la registrazione obbligatoria dei dati anagrafici e del documento di identità per accedere ai lidi, il divieto di ingresso per i minori non residenti se sprovvisti di un accompagnatore adulto, e la limitazione delle attività di intrattenimento musicale entro le ore 1 di notte.
Inoltre, è stato introdotto il blocco totale della vendita per asporto di bevande in vetro o lattina dalle 23 alle 7 del mattino, e l’utilizzo tassativo di impianti di riproduzione sonora con potenza non superiore ai 40 watt.
Protezione dei minori
Le norme più stringenti riguardano il consumo diretto di sostanze alcoliche da parte dei più giovani. A Praia a Mare, in Calabria, è scattato il divieto assoluto di consumo di alcolici in qualsiasi luogo, pubblico o privato, per tutti i minori di 16 anni. L’amministrazione comunale ha sottolineato che tale provvedimento impedisce formalmente anche agli adulti di cedere o passare un bicchiere di alcol a un minorenne.
La stessa amministrazione ha ricordato l’efficacia sociale dell’ordinanza applicata lo scorso anno, che imponeva ai ragazzi sotto i 14 anni di rientrare nelle proprie abitazioni entro mezzanotte e mezza. L’autorità locale ha già richiesto alla prefettura la predisposizione di pattugliamenti specifici nella fascia oraria compresa tra la mezzanotte e le sei del mattino. In assenza di tali controlli, il comune ha annunciato che reitera senza esitazioni il coprifuoco notturno per i giovanissimi.
Queste misure rappresentano un tentativo concreto di bilanciare il diritto al divertimento con la necessità di garantire sicurezza e tranquillità a tutti i cittadini.



