MRgFUS Exablate Prime al Besta: cura non invasiva per tremori e ricerca sui tumori cerebrali

Al Besta la tecnologia MRgFUS e il nuovo sistema Exablate Prime ampliano terapie non invasive e protocolli di ricerca, con obiettivi concreti sui pazienti e sui trial clinici

All’Istituto Neurologico Carlo Besta la terapia con ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica ha già cambiato il percorso terapeutico di centinaia di pazienti. Disponibile dal 2019 grazie a una donazione di Ines (Nina) Ravelli, la tecnologia nota come MRgFUS ha permesso di eseguire circa 400 procedure senza ricorrere a incisioni chirurgiche. A dicembre 2026, con il supporto finanziario della Regione Lombardia, è stato installato il sistema più evoluto, Exablate Prime, e la presentazione ufficiale si è svolta alla presenza dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso.

Questa innovazione non è solo un nuovo macchinario: rappresenta un potenziamento organizzativo e clinico per l’Istituto. Come sottolinea Marta Marsilio, Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, l’arrivo del sistema di ultima generazione inserito in una RMN intraoperatoria consolida il ruolo dell’Istituto come centro di eccellenza nelle neuroscienze. L’obiettivo operativo è chiaro: trattare oltre 130 pazienti all’anno con disturbi del movimento e triplicare i protocolli sperimentali, ampliando l’accesso a cure avanzate.

Come funziona la tecnologia

Il principio alla base della MRgFUS consiste nella concentrazione di fasci ultrasonici in un punto molto preciso del cervello, sotto guida in tempo reale della risonanza magnetica. La risonanza fornisce immagini che permettono di localizzare il bersaglio e di monitorare la temperatura durante il trattamento, rendendo la procedura non invasiva e particolarmente accurata. In pratica, il paziente resta sveglio e monitorato, mentre i fasci di ultrasuoni vengono modulati per ottenere l’effetto terapeutico desiderato senza aprire il cranio.

Ablazione ad alta frequenza per disturbi del movimento

La versione ad alta frequenza della tecnologia è impiegata soprattutto per il trattamento del tremore essenziale, della malattia di Parkinson e di alcune forme di dolore neuropatico. Con impulsi ad alta intensità si può ottenere una vera e propria ablazione di piccole aree cerebrali responsabili dei sintomi motori: la temperatura locale viene aumentata fino al punto in cui il tessuto bersaglio viene distrutto in modo controllato. Secondo Roberto Eleopra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze cliniche del Besta, molti pazienti avvertono miglioramenti già durante la seduta, grazie alla precisione garantita dalla guida RMN e dalla nuova piattaforma Exablate Prime.

Apertura temporanea della barriera emato-encefalica

Con gli ultrasuoni a bassa frequenza la finalità cambia: invece di creare lesioni si favorisce l’aumento temporaneo della permeabilità dei capillari cerebrali, facilitando il passaggio di farmaci che normalmente non superano la barriera emato-encefalica. Questa modalità è al centro di studi sperimentali, per esempio nel trattamento del glioblastoma: l’Istituto Besta ha condotto protocolli su 24 pazienti con glioblastoma e su piccoli gruppi affetti da Parkinson rigid-acinetico e da distonia focale segmentaria. Francesco Di Meco, Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia, indica questi risultati come una base promettente per sviluppare terapie combinate farmaco-tecnologiche.

Vantaggi del nuovo sistema e prospettive cliniche

Il modello Exablate Prime introduce automazioni e sistemi di imaging più raffinati che, secondo gli esperti del Besta, permettono di ridurre i tempi delle procedure di circa un terzo rispetto alla generazione precedente. Questo vantaggio operativo si traduce in una maggiore efficienza, in una migliore esperienza per il paziente e nella possibilità di aumentare il numero di trattamenti effettuabili. Sul piano della sicurezza e della personalizzazione, le migliorie tecnologiche ampliano la capacità di mirare il bersaglio con precisione millimetrica e di adattare il protocollo alle esigenze cliniche.

Ricerca, organizzazione e accesso alle cure

Oltre all’impatto clinico, l’implementazione del nuovo sistema apre scenari organizzativi: l’aumento della domanda potrebbe richiedere modelli gestionali innovativi per ampliare l’accesso alle cure. I responsabili del Besta prevedono di potenziare i programmi di ricerca clinica, sfruttando la combinazione tra RMN intraoperatoria e MRgFUS per studi su tumori cerebrali e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Anche il messaggio del Ministro della Salute Orazio Schillaci, giunto in occasione della presentazione, evidenzia come la tecnologia traduca conoscenza scientifica in opportunità terapeutiche concrete, valorizzando il ruolo degli IRCCS nella sanità.

In definitiva, l’adozione di MRgFUS e l’arrivo di Exablate Prime al Besta segnano un passo importante verso terapie meno invasive e più mirate. La combinazione tra innovazione tecnologica, protocolli sperimentali e organizzazione clinica potrebbe trasformare il trattamento di disturbi del movimento e aprire nuove vie per l’approccio ai tumori cerebrali, offrendo ai pazienti soluzioni efficaci con minor impatto fisico e tempi di recupero più rapidi.

Scritto da Staff

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