L’annuncio di un smartphone pieghevole firmato Apple ha innescato subito curiosità e qualche dubbio. Dopo anni di sperimentazione da parte di altri costruttori, il Duo è il primo dispositivo di questo tipo ad accedere al mercato globale con la riconoscibilità tipica del marchio. Per capire se la novità sia più una moda o una vera evoluzione, lo abbiamo testato per una settimana, sostituendo l’eSIM del nostro abituale telefono e affidandolo a tutti gli usi quotidiani.
Design, materiali e dimensioni: il ritorno del titanio
Chiudendo il Duo la sensazione è quella di tenere in mano un piccolo lingotto. Le misure (117,8 mm × 84,1 mm) ricordano un passaporto, mentre lo spessore di 5,2 mm da aperto lo rende il modello più sottile mai realizzato da Apple. Il peso, però, è notevole: 254 g, il più pesante della storia del brand, superano il Samsung galaxy Z Fold 8 (201 g) e si avvicinano all’iPhone 18 Pro Max (249 g).
Il telaio è costruito in titanio di grado 5 una scelta che riprende le prime generazioni di iPhone Pro. Il metallo nobile offre una resistenza alle cadute e ai graffi superiore all’alluminio, particolarmente vulnerabile a ammaccature quando cade. La finitura a specchio e le parti stampate in 3D della cerniera, sabbiate finemente, creano un contrasto visivo che fa percepire il dispositivo come un vero “gioiello”.
Cerniera ingegnerizzata e certificazione IP68
Il cuore del Duo è la cerniera mostruosa: più di cento componenti microscopici, piastre in fibra di carbonio e nervature interne garantiscono stabilità. Apple ha sviluppato un profilo di coppia variabile, che mantiene lo schermo perfettamente piatto quando è completamente aperto e permette angolazioni intermedie simili a quelle di un mini-laptop. I magneti lungo i lati assicurano l’allineamento con uno “schiocco” netto, ma la loro forza rende necessario l’uso di entrambe le mani per aprire il dispositivo senza farlo scivolare.
Nonostante la complessità meccanica, il Duo ha superato la certificazione IP68 garantendo protezione contro polvere e immersioni fino a 6 m per 30 minuti. Apple non ha specificato un numero di cicli di apertura-chiusura, ma ha definito la cerniera “estremamente durevole”. Resta da vedere se la promessa si tradurrà in affidabilità a lungo termine.
Esperienza d’uso: interfaccia, schermi e prezzo
Aprendo il Duo, lo schermo interno OLED da 7,6 pollici domina la scena; la finitura nanotexture opaca elimina riflessi, impronte e la tipica “effetto plastica” dei concorrenti, rendendo quasi invisibile la piega. Lo schermo esterno è da 5,4 pollici protetto da Ceramic Shield 2, tre volte più resistente ai graffi rispetto alla generazione precedente.
L’interfaccia iOS 27 è stata adattata: la barra Dock è ancorata a destra per distinguere facilmente tra display interno ed esterno. Tuttavia, la rimozione del carrello SIM e lo spostamento dei tasti volume sul bordo superiore destro richiedono un ri-addestramento muscolare, soprattutto per chi è abituato a volumi sul lato sinistro da decenni. Il Face ID scompare, lasciando spazio al Touch ID laterale. Alcune app (Netflix, Slack, piattaforme Meta) sono già ottimizzate per il nuovo formato, ma molte ancora non sfruttano lo spazio aggiuntivo.
Il chip A20 Pro e la batteria di capacità media garantiscono performance fluide, ma Apple ha sacrificato il teleobiettivo, limitando lo zoom a 2×. Il prezzo parte da 2 369 €, con la configurazione consigliata da 512 GB che sale a 2 619 €; il costo di una riparazione dello schermo interno è di 1 149 €. Apple consiglia l’acquisto di AppleCare+ per contenere eventuali spese. Le consegne, inizialmente previste per ottobre, sono state posticipate a fine gennaio.



