L’attesissimo sesto capitolo di Lanterns porta la storia di John Stewart a un bivio cruciale: dopo la tragedia di Rushville, l’ex Lanterna Verde ha gettato l’anello e ha avviato una nuova vita da architetto. Questa svolta, se da sola sarebbe sufficiente a creare tensione, si arricchisce di una miriade di Easter egg che tracciano un filo diretto verso l’intero DC Universe. Il risultato è un episodio che non solo spinge la trama in avanti, ma funge da vero e proprio ponte tra i fumetti classici, i film recenti e i futuri progetti televisivi.
John Stewart, l’architetto di Midway City, e i legami con i fumetti
Nel presente, John Stewart (Aaron Pierre) è ormai co-fondatore dello studio Stewart Brothers una realtà che lui stesso aveva immaginato nei primi numeri della DC. Il suo ritorno alla professione di architetto richiama il background militare e creativo del personaggio, introdotto nei fumetti del 1972 da Dennis O’Neil e Neal Adams. La menzione di Midway City come sede della sua attività fa anche eco a una delle location più amate dei fan, dove Hawkman e Hawkwoman hanno spesso operato. La serie sfrutta questa ambientazione per inserire un richiamo al vecchio universo di Green Lantern collegandolo a commenti sul futuro della sicurezza urbana.
Il progetto “Stewart Brothers” e la sua rilevanza narrativa
Nel dialogo con gli investitori, Stewart presenta piani per bunker di lusso capaci di ospitare più di 20.000 persone, un chiaro richiamo alle sue conoscenze di difesa planetaria acquisite da ex Lanterna Verde. Questo dettaglio non è soltanto un espediente di trama; è un omaggio alle storie in cui John costruisce strutture per proteggere la popolazione da minacce cosmiche, sottolineando come la sua identità di super-eroe continui a influenzare le sue scelte imprenditoriali.
Riferimenti cinematografici: da Metropolis a Starro
Durante una presentazione a dei potenziali investitori, Stewart cita i recenti danni subiti da Metropolis rimandando sia al film di James Gunn sia al recente Uomo d’Acciaio. Questa battuta non è casuale: è l’eco di un universo condiviso dove le catastrofi di Superman hanno ripercussioni tangibili. Un altro omaggio visivo è la menzione delle “stelle marine giganti”, chiaro riferimento a Starro l’antagonista principale del film The Suicide Squad (2021), anch’esso diretto da Gunn.
Il Bat-Segnale e la presenza di Batman nel DCU
Un momento clou è la rivelazione che Guy Gardner ha realizzato un “Segnale della Lanterna” ispirandosi al Bat-Segnale. La frase “copiato spudoratamente quel tizio-pipistrello di Gotham” conferma definitivamente che Batman è attivo nella stessa realtà, con un proprio segnale luminoso che può essere attivato dagli abitanti di Rushville. Questa citazione non solo collega la serie al mito di Gotham, ma apre la porta a futuri crossover tra i protettori della notte e le forze cosmiche dei Guardiani.
Guy Gardner, la Fortezza del Deposito e i nuovi indizi
Il ritorno di Guy Gardner (Nathan Fillion) si manifesta attraverso un cartellone pubblicitario che lo ritrae con la classica tuta verde, accompagnato da bevande energetiche brandizzate “Lanterna Verde”. La scena suggerisce il suo imminente ingresso nella cosiddetta “Justice Gang” di Maxwell Lord. Inoltre, dopo la morte di Hal Jordan, lo sceriffo Kane e Stewart trovano una chiave per la “Fortezza del Deposito”, un chiaro parallelismo alla celebre Fortezza della Solitudine di Superman. Un portachiavi a forma di uccello, presente sullo sfondo, suggerisce che il contenuto della fortezza possa riguardare la simbologia degli uccelli, ricorrente in molte storie dei Green Lantern.
Un nuovo anello per Guy e il futuro dei Guardiani
Durante la constatazione che l’anello di Hal è stato rimesso in custodia su Oa, emerge la proposta di forgiare un nuovo anello per Guy. Questo indizio preannuncia una possibile espansione del Corpo delle Lanterne Verdi, in linea con le trame future del DCU, dove nuovi membri dovranno emergere per fronteggiare minacce intergalattiche. La scena chiude il cerchio tra il passato di Hal, il presente di John e il futuro di Gardner, dimostrando come ogni episodio diventi un nodo di collegamento tra i vari capitoli dell’universo condiviso.



