Il Nasdaq-100 ha iniziato l’ultima giornata di ottobre con un ribasso di oltre il 3%, mentre il S&P 500 ha perso l’1,8%. Il crollo è stato innescato dalle performance negative di due giganti del settore: Amazon e Intel. Dopo l’annuncio dei risultati trimestrali, gli investitori hanno reagito con cautela, temendo che gli ingenti investimenti nella intelligenza artificiale non si tradurranno subito in ricavi sostenibili.
A questo scenario si aggiunge una cornice macroeconomica mista: negli Stati Uniti l’indice dei prezzi PCE è aumentato dello 0,5% a settembre, mentre il PIL ha registrato una crescita annualizzata del 3,4% nel terzo trimestre. In Giappone la Banca del Giappone ha mantenuto invariato il tasso all’1,25% ma ha alzato la previsione di inflazione core al 2,6% per il 2027, segnale di possibili pressioni inflazionistiche future. Tali dati hanno alimentato un clima di incertezza, alimentando la volatilità dei futures VIX.
Intel: un outlook di fatturato al di sotto delle attese
Il colosso dei semiconduttori ha chiuso la giornata con una perdita del 31% sui propri titoli, con una guidance per il quarto trimestre che prevede ricavi compresi tra 15 e 16 miliardi di dollari, ben al di sotto delle stime medie di 17,05 miliardi (Deutsche Bank). Gli analisti hanno attribuito la delusione a una domanda di CPU più debole del previsto e a prezzi più alti dei chip di memoria, fattori che hanno limitato la capacità di vendita dei prodotti standard.
Le cause del calo della domanda di CPU
Secondo il management, le sfide provengono da una riduzione degli ordini nel segmento PC, mentre le vendite nel data center e nell’AI hanno registrato un incremento del 78% annuo, raggiungendo 7,3 miliardi di dollari. Tuttavia, la crescita di questi ultimi non è stata sufficiente a compensare la contrazione delle vendite tradizionali, spingendo l’azienda a rivedere al ribasso le proprie aspettative di fatturato.
Amazon: crescita rallentata e flusso di cassa negativo
Il gigante dell’e-commerce ha visto le proprie azioni scendere del 5,6% dopo aver presentato un fatturato di 201,94 miliardi di dollari, appena sotto il consenso di 202,22 miliardi. L’utile per azione è stato di 1,89 dollari, inferiore ai 1,96 attesi. Il dato più preoccupante è il free cash flow negativo, pari a 42,4 miliardi di dollari su base annua, un aumento del 386% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’impatto delle spese di capitale sull’AI
Amazon ha confermato una previsione di spese in conto capitale di circa 220 miliardi di dollari per l’anno, destinati in gran parte a infrastrutture per l’AI e al cloud. Nonostante AWS abbia generato una crescita del 39% delle entrate rispetto all’anno precedente, la pressione sul cash flow ha generato dubbio tra gli investitori, preoccupati che l’alto livello di investimento non sia sostenibile senza margini più solidi.
Reazioni dei mercati globali e timori sull’AI
Il ribasso di Amazon e Intel ha trascinato al ribasso l’intero settore tecnologico: Nvidia è scesa del 5%, Broadcom del 7,3% e persino Reddit ha visto un crollo del 30% a seguito di guidance deludenti. Il Nasdaq ha perso il 2,9% e, secondo le analisi di mercato, quasi 3 trilioni di dollari di capitalizzazione sono stati cancellati dagli indici dal picco del 6 ottobre.
Gli investitori hanno iniziato a mettere in dubbio la sostenibilità degli ingenti capex dedicati all’AI: la spesa combinata di Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta ha superato i 200 miliardi di dollari nel solo terzo trimestre, con una previsione di oltre 735 miliardi per l’intero anno. Le preoccupazioni sono aumentate ulteriormente dopo che Alphabet ha registrato il suo peggior giorno di borsa nella storia, con un calo del 13%.
Nel frattempo, le materie prime hanno mostrato movimenti contrastanti: il petrolio è rimasto stabile, mentre l’argento ha sperimentato un calo. Le criptovalute hanno subito un ulteriore ribasso a seguito della conferma di un grave hack a Binance, che ha congelato fondi degli utenti.
Guardando al futuro prossimo, gli occhi dei trader sono puntati sui risultati di Apple in arrivo lunedì, seguiti dalle elezioni intermedie negli Stati Uniti martedì e da una serie di dati occupazionali. Questi eventi potrebbero fornire ulteriori segnali sulla solidità della crescita economica statunitense e, di conseguenza, sull’appetito per gli investimenti nell’AI.



