Il mondo del collezionismo nerd è un universo affascinante, popolato da appassionati alla ricerca di oggetti unici e iconici. Tuttavia, dietro l’angolo c’è un lato oscuro: la contraffazione. La Commissione Europea ha recentemente inflitto una multa da 550 milioni di euro ad AliExpress, piattaforma del gruppo Alibaba, per aver violato gli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA). La sanzione, annunciata il 20 luglio 2026, è la più alta mai applicata nell’ambito del DSA e riguarda la vendita di prodotti illegali, pericolosi o contraffatti.
La decisione non riguarda singoli venditori disonesti, ma il funzionamento complessivo del marketplace. La Commissione ha riscontrato sistemi di verifica insufficienti, prodotti segnalati rimasti disponibili troppo a lungo, venditori recidivi non contrastati con efficacia e meccanismi facilmente aggirabili modificando categorie, descrizioni o modalità di presentazione delle inserzioni.
La multa record e le accuse di Bruxelles
La multa di 550 milioni di euro è stata calcolata tenendo conto della natura delle infrazioni, della loro gravità in termini di utenti dell’UE interessati e della loro durata, che si è protratta almeno fino al giugno 2026. La Commissione ha ordinato ad AliExpress di presentare un piano d’azione entro il 20 ottobre 2026 per porre rimedio alla violazione dei suoi obblighi di valutare e attenuare i rischi sistemici.
Tra le carenze addebitate alla piattaforma vi è quella di non essere stata in grado di prevenire adeguatamente la diffusione di prodotti contraffatti. Il sistema obbligatorio di “autorizzazione del marchio” di AliExpress, inteso a prevenire le vendite di prodotti contraffatti, si è rivelato inefficace e privo di personale. I commercianti hanno facilmente aggirato questo sistema e pubblicato molti prodotti che sono stati rimossi solo in seguito per essere contraffatti.
Il problema della contraffazione nel mondo nerd
La cultura nerd, con i suoi universi visivi immediatamente riconoscibili, è un terreno fertile per la contraffazione. anime, videogiochi, cinema fantastico e fumetti producono universi visivi perfetti per alimentare un mercato parallelo fatto di magliette, miniature, portachiavi, poster, cosplay, accessori e riproduzioni mai autorizzate.
Un personaggio famoso può essere trasformato in migliaia di prodotti differenti partendo da un modello tridimensionale, da un’immagine recuperata online o persino dalla scansione di una figura originale. La produzione può muoversi rapidamente, mentre i venditori spariscono e ricompaiono con nomi diversi, sostituendo una lettera nel marchio, oscurando il volto del personaggio nelle fotografie o ricorrendo a descrizioni abbastanza ambigue da ingannare i controlli automatici.
I rischi per la sicurezza
Il problema della contraffazione non è solo una questione di proprietà intellettuale, ma anche di sicurezza. Il prezzo ridicolo di questi prodotti può derivare da materiali economici, controlli inesistenti, vernici non adatte al contatto con la pelle o componenti elettrici che non rispettano le norme europee. Una figura destinata a restare chiusa in vetrina può limitarsi a mostrare occhi disallineati e articolazioni fragili, ma la situazione cambia con giocattoli per bambini, cosmetici, piccoli elettrodomestici, accessori da cucina o dispositivi alimentati a batteria.
La contraffazione smette allora di essere soltanto una battaglia tra avvocati e diventa un problema di sicurezza, perché il marchio copiato non garantisce che dietro quel prodotto esistano davvero i test, le certificazioni e i controlli associati all’originale. La Commissione ha richiamato proprio la presenza di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri articoli potenzialmente nocivi tra le ragioni del proprio intervento contro AliExpress.



