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2 Ottobre 2026

Beast, il nuovo dramma sportivo con Russell Crowe e Daniel MacPherson

Beast tenta di coronarsi l’«Rocky» delle MMA, ma si perde tra cliché e qualche colpo vero sul ring.

Beast, il nuovo dramma sportivo con Russell Crowe e Daniel MacPherson

Il cinema sportivo ha da sempre alimentato la fantasia di chi ama le sfide fisiche e i percorsi di redenzione. Beast uscito il 1 ottobre 2026, vuole inserirsi in quella tradizione, proponendo una storia ambientata nel mondo delle arti marziali miste (MMA). Diretto da Tyler Atkins e co-scritto da Russell Crowe, il film si presenta come un omaggio ai grandi classici del genere, ma al tempo stesso tenta di portare un’impronta autentica grazie a coreografie di combattimento particolarmente credibili.

Il cast è guidato da Daniel MacPherson, che interpreta Patton James, ex campione di MMA costretto a ricominciare da zero, e da Russell Crowe, che nei panni dell’allenatore Sammy, rivive il ruolo di mentore dalle atmosfere da ‘gladiatore’. Accanto a loro compaiono Mojean Aria, Bren Foster e Luke Hemsworth, figure che completano un ensemble teso a ricreare la tensione tipica dei film di sport. Nonostante le premesse riconoscibili, Beast si distingue per l’intensità dei suoi scontri e per la volontà di ancorare la narrazione a temi familiari come il debito, la paternità e la lotta interiore.

Un omaggio al cinema sportivo: i riferimenti a Rocky e Cinderella Man

Fin dal principio, Beast richiama i grandi titoli del cinema sportivo, in particolare Rocky e Cinderella Man. Il figlio adottivo di Sammy, Patton, ricorda l’eroe che lottava contro ogni previsione, mentre l’atteggiamento burbero e l’aspetto curvo di Sammy echeggiano il leggendario Mickey, interpretato da Burgess Meredith. La sceneggiatura fa eco anche a Million Dollar Baby soprattutto nella relazione intensa fra atleta e allenatore, e a Warrior per l’intreccio familiare segnato da conflitti e tradimenti. Questa rete di citazioni è evidente, ma serve a mantenere il film entro i confini di un genere amato dal pubblico, offrendo al contempo un ponte tra passato e presente delle arti marziali.

Il ruolo di Sammy, l’ex allenatore interpretato da Russell Crowe

Russell Crowe non si limita a un semplice cameo: il suo personaggio, Sammy, è il fulcro emotivo del racconto. Appare come un vecchio allenatore, ormai ridotto a camminare con due bastoni, ma ancora capace di imprimere consigli severi a Patton. La performance è resa credibile dal contrasto tra la sua durezza verbale e il dolore fisico evidente, un equilibrio che Beast sfrutta per far emergere il tema del rispetto reciproco. In poche scene fuori dal ring, Crowe riesce a trasmettere una miscela di rimorso e affetto, dimostrando che, anche se il film segue trame prevedibili, la presenza del veterano conferisce al tutto una certa dignità.

La trama di Beast: dal picco alla redenzione

Patton James, interpretato da Daniel MacPherson, è stato un campione di MMA a un passo dal titolo mondiale. Dieci anni dopo, si ritrova a lavorare su un peschereccio fatiscente, con una moglie incinta e una valanga di debiti. Quando il fratello Malon, alle spalle di un ricco promoter, finisce in ospedale per mano di Xavier Grau (Bren Foster), Patton riceve un’offerta allettante: un match da 150 000 dollari contro il medesimo Grau. L’uomo è combattuto tra la volontà della moglie, Lucy (Kelly Gale), di non vederlo più nel ring e il desiderio di risolvere i problemi finanziari della famiglia. La decisione di tornare a combattere riaccende la vecchia dinamica con Sammy, creando un percorso narrativo che segue la classica struttura dell’ascesa, caduta e risurrezione.

Performance fisica e coreografie: l’impegno di Daniel MacPherson

Un aspetto distintivo del film è la fisicità dei combattimenti. Daniel MacPherson ha seguito un intenso programma di allenamento, arrivando a subire direttamente i colpi sul set. Bren Foster, campione di Taekwondo, ha curato le coreografie, garantendo che pugni, calci e prese fossero credibili e non solo “effetti di montaggio”. Il sound design percussivo e il montaggio serrato accentuano la brutalità degli scontri, rendendo il climax finale un vero payoff emotivo e visivo. Queste scelte tecniche conferiscono al film una densità rara nei blockbuster sportivi, dove spesso la coreografia è confezionata a puro effetto scenico.

Criticità narrative e personaggi di contorno

Nonostante la qualità delle sequenze di lotta, Beast fatica a superare i propri cliché. La moglie di Patton, Lucy, appare per lo più come un ostacolo narrativo piuttosto che una figura autonoma, e il promoter Gabriel, interpretato da Luke Hemsworth, rimane limitato a innescare il conflitto principale. Anche il fratello Malon, pur avendo una breve comparsa, non ottiene spazio sufficiente per approfondire la sua tragica situazione con la malavita. Queste carenze rendono la trama talvolta prevedibile e riducono la capacità dello spettatore di identificarsi con tutti i personaggi, lasciando in primo piano solo la dinamica tra Patton e Sammy.

I combattimenti realistici e l’impegno di MacPherson rappresentano i punti di forza, mentre la sceneggiatura troppo aderente ai soliti tropi limita l’esperienza complessiva. Per gli appassionati di MMA e di cinema di redenzione, il film offre alcuni momenti memorabili; per gli spettatori in cerca di innovazione narrativa, resta un’esperienza più confortevole che rivoluzionaria.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.