TIC 120362137, il sistema quadruplo 3+1 più compatto identificato con TESS

Gli astronomi hanno identificato con TESS un sistema quadruplo gerarchico 3+1, TIC 120362137, caratterizzato da orbite estremamente ravvicinate e da un destino evolutivo segnato da fusioni e nane bianche

Negli archivi moderni dell’astronomia emergono spesso configurazioni che costringono a rivedere ipotesi consolidate: TIC 120362137 è l’ultima di queste. Identificato grazie al satellite TESS e confermato da osservazioni spettroscopiche, questo sistema è un quartetto stellare organizzato secondo la gerarchia definita 3+1, dove tre stelle interne orbitano strettamente tra loro mentre una quarta compagna segue un’orbita più esterna. Lo studio pubblicato su Nature Communications e guidato da Tamás Borkovits descrive un insieme di orbite tanto compatte da essere paragonabili, in scala, all’orbita di Mercurio attorno al Sole.

Una struttura sorprendente e i dati osservativi

La disposizione di TIC 120362137 è notevole per la sua densità: la coppia interna è una binaria a eclisse con un periodo di circa 3,28 giorni, che a sua volta orbita insieme a una terza stella con un periodo di circa 51,3 giorni. La componente più esterna completa la sua rivoluzione in poco più di 1.046 giorni, mantenendosi comunque entro una distanza paragonabile a quella che separa Giove dal Sole nel nostro Sistema Solare. Le analisi spettroscopiche hanno permesso di identificare le linee spettrali di tutte e quattro le stelle, confermando che le tre interne sono più calde e massicce del Sole, mentre la quarta ha caratteristiche più vicine a quelle del nostro astro.

Metodo di scoperta e conferma

La scoperta è nata dall’analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale TESS, integrata con osservazioni a terra tramite spettroscopia ad alta risoluzione. Questo approccio combinato ha reso possibile mappare con precisione i periodi orbitali e le masse relative, nonché tracciare l’architettura gerarchica del sistema. L’uso congiunto di metodi fotometrici e spettroscopici è un esempio di come le tecniche moderne possano svelare dettagli finora inacessibili su sistemi stellari multipli.

Implicazioni per la formazione stellare e la dinamica

La geometria delle orbite suggerisce che le quattro stelle di TIC 120362137 si siano formate all’interno dello stesso disco protoplanetario o nube comune, poi evolutosi in una configurazione gerarchica. Sistemi multipli compatti attirano l’attenzione perché le interazioni gravitazionali in gioco influenzano trasferimenti di massa, orbite e possibili fasi di involucro comune. Studiare questi oggetti significa quindi osservare dal vivo processi dinamici che, in altri casi, sono stati ricostruiti solo teoricamente.

Confronto con il Sistema Solare

Se immaginiamo la disposizione in scala, le tre stelle interne di TIC 120362137 starebbero comodamente all’interno dell’orbita di Mercurio, un paragone che aiuta a comprendere la compattezza estrema del sistema. Anche la componente più esterna rimane sorprendentemente vicina, entro la regione comparabile all’orbita di Giove. Questo confronto mette in rilievo come le dinamiche orbitali e le potenziali interazioni siano assai diverse da quelle cui siamo abituati nel nostro sistema planetario.

Il destino evolutivo: fusioni, trasferimenti e nane bianche

Oltre alla descrizione attuale, il team ha eseguito simulazioni per prevedere il futuro di TIC 120362137. Le proiezioni indicano che interazioni ravvicinate porteranno a fasi di trasferimento di massa e possibili fusioni tra componenti, con eventi di grande impatto sulla struttura del sistema. Alcuni calcoli suggeriscono cambiamenti significativi già entro 180 milioni di anni, mentre simulazioni a lunghissimo termine prevedono che, su scala di miliardi di anni, l’evoluzione culminerà nella formazione di una coppia di nane bianche come stadio finale del quartetto.

Perché questa scoperta conta

Il valore di TIC 120362137 risiede nella sua rarità: i sistemi quadrupli di tipo 3+1 così compatti sono pochissimi. Essi offrono un banco di prova naturale per verificare modelli di formazione e stabilità dinamica, nonché per osservare le fasi terminali dell’evoluzione stellare in condizioni di stretta vicinanza. In pratica, rappresentano un laboratorio celeste dove testare teorie che altrimenti rimarrebbero su carta.

Osservazioni future

Gli autori raccomandano di mantenere puntati i telescopi su TIC 120362137 per monitorarne variazioni a breve e lungo termine: fotometria continua e spettroscopia ad alta risoluzione potranno tracciare eventuali segnali di trasferimento di massa o variazioni orbitali. Ogni nuova misura aiuterà a completare il quadro evolutivo e a capire come sistemi così affollati possano sopravvivere e trasformarsi nel tempo.

Scritto da Staff

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