La relazione tra innovazione tecnologica e tutela dei lavoratori sarà al centro del convegno intitolato “Nessun limite. Innovazione tecnologica e infortuni sul lavoro: quali prospettive?” in programma venerdì 15 maggio presso la Sala Civica “Ex Trafilerie” di Nave (Via Sorelle Minola, 43). L’incontro, promosso da ANMIL Lombardia con il supporto del Comune di Nave, della Regione Lombardia e della Direzione regionale INAIL, si propone di mettere a confronto esperienze istituzionali, mediche e sindacali per ridefinire strumenti e priorità in tema di sicurezza sul lavoro.
Oggi esistono soluzioni tecnologiche che possono ridurre rischi e incidenti: dai caschi intelligenti che monitorano parametri vitali ai sistemi di videoanalisi in grado di segnalare posture scorrette o l’uso improprio dei DPI. Tuttavia, l’adozione non è neutra: fenomeni come il caporalato digitale o la gestione del lavoro tramite algoritmi evidenziano come la stessa tecnologia possa diventare fonte di sfruttamento, stress ergonomico e rischio per la salute.
Perché la tecnologia può proteggere e nuocere
La capacità delle nuove tecnologie di prevenire infortuni nasce dalla raccolta e dall’analisi dei dati: sensori biometrici e videocamere offrono informazioni utili per anticipare situazioni pericolose. Il rovescio della medaglia è che gli stessi dati possono servire a monitorare in modo invasivo i lavoratori o a imprimere ritmi produttivi insostenibili. Mettere in equilibrio questi aspetti richiede regole chiare e una valutazione etica che ponga al centro la persona. In questo senso ANMIL insiste sulla priorità del diritto a lavorare senza rischiare la vita.
Strumenti di prevenzione
Tra gli strumenti discussi, i caschi intelligenti rilevano temperatura corporea e frequenza cardiaca, mentre i sistemi di videoanalisi segnalano posture incongrue o l’assenza di dispositivi di protezione. Queste tecnologie, integrate in piani di formazione e procedure aziendali, possono ridurre l’incidenza di infortuni. È però fondamentale che siano usate con trasparenza, con limiti sul trattamento dei dati e con il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per evitare abusi.
Rischi di controllo e sfruttamento
L’automazione dei processi decisionali e la gestione tramite algoritmi possono trasformare il monitoraggio in pressione continua: turni imposti, valutazioni automatiche della performance e precarietà aumentano il rischio psicosociale. Il caporalato digitale rappresenta l’esempio più estremo di come la tecnologia possa facilitare pratiche illegali. Contrastare questi fenomeni richiede controlli, normative specifiche e un approccio che riconosca il valore della salute come parametro non negoziabile.
Il convegno di Nave: programma e obiettivi
L’evento del 15 maggio, con inizio alle ore 09:15, punta a essere un momento operativo di confronto tra istituzioni, aziende e parti sociali. L’obiettivo dichiarato è definire strategie condivise per usare l’innovazione come strumento di prevenzione e non come causa di nuovi rischi. La scelta della Regione Lombardia è significativa: nelle statistiche regionali si registrano livelli preoccupanti di infortuni e malattie professionali che richiedono risposte concrete.
Relatori e partner
I lavori saranno coordinati dal Presidente ANMIL Lombardia, Franco Bettoni, e vedranno gli interventi di autorità locali e figure tecniche: Matteo Franzoni, Sindaco di Nave; Firmino Di Barbora, Vice Presidente ANMIL Lombardia; Roberto Valentini, Presidente ANMIL Brescia; Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Lombardia; Claudio Vito Sileo, Direttore Generale ATS Brescia; David Mosseri, Direttore Generale della Rete ANMIL; Carlo Ottaviani, Sovrintendente Medico INAIL Lombardia; e altri rappresentanti istituzionali e sindacali. La collaborazione tra Comune di Nave, Regione Lombardia e INAIL è parte integrante dell’approccio multilivello promosso dall’iniziativa.
Numeri, impatti e partecipazione
I dati regionali citati dall’organizzazione sono allarmanti: la Lombardia ha registrato 17.797 infortuni (+3,9%) e 19 morti sul lavoro, oltre a 875 denunce di malattia professionale (+16,2%) nei soli primi tre mesi del 2026. A livello provinciale, Brescia ha riportato 2.545 infortuni (+2,8%), 3 morti e 214 denunce di malattia professionale (+15,7%) nello stesso periodo. Queste cifre spiegano l’urgenza del confronto e la necessità di tradurre idee in misure efficaci.
Per accreditarsi all’evento è possibile inviare una mail a [email protected] o contattare il numero 030.393439. La partecipazione è aperta a professionisti della sicurezza, rappresentanti sindacali, responsabili aziendali e cittadini interessati. L’auspicio degli organizzatori è che dal dibattito emergano strumenti concreti per garantire che la tecnologia serva sempre a migliorare la salute e la dignità del lavoro, e non a comprometterle.
