Sistema di sorveglianza Unipi che blocca i macchinari se manca il dispositivo di sicurezza

Un'installazione compatta combina videocamere e analisi locale per verificare caschetti, giubbotti catarifrangenti e altri dispositivi, inviando segnali visivi e di blocco alle macchine

Sistema di controllo con videocamera e analisi locale

Il CrossLab dell’Università di Pisa ha sviluppato una soluzione per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. Il progetto combina sensori e algoritmi per verificare il corretto utilizzo delle dotazioni di sicurezza.

Presentato nei laboratori del polo tecnologico di Navacchio, il sistema utilizza una videocamera e un modulo di analisi locale. La verifica genera un feedback immediato sullo schermo e, se necessario, può interrompere il funzionamento di un macchinario o limitare l’accesso a zone pericolose, unendo controllo visivo e intervento automatico.

Come funziona il sistema

Al centro dell’architettura operativa resta la telecamera posizionata nei punti critici di produzione per rilevare in tempo reale la presenza del lavoratore. Un dispositivo di analisi dati locale elabora le immagini e valuta la conformità alla dotazione richiesta dall’azienda. Sul monitor collegato compare la sagoma dell’operatore contornata da colori: verde per conformità e rosso per non conformità.

Rilevazione e reazione

Il sistema non si limita alla segnalazione visiva. Quando viene rilevata l’assenza di un elemento obbligatorio — per esempio il caschetto o la casacca catarifrangente — può attivare un alert visivo o sonoro. In base alla configurazione aziendale, il sistema può anche determinare il fermo macchina o la limitazione dell’accesso ad aree pericolose. Questa logica trasforma il controllo visivo in una barriera attiva integrabile con i protocolli di sicurezza degli impianti.

Parametri personalizzabili

Le aziende possono definire quali dispositivi monitorare e impostare parametri operativi specifici. Tra questi figurano l’area di controllo e la distanza di sicurezza.

Il sistema si adatta a scenari diversi: postazioni statiche vicine a presse o macchine rotanti e aree con veicoli in movimento. L’integrazione avviene senza intervenire sui processi non critici, preservando i flussi operativi e riducendo i falsi allarmi.

Tecnologia e filosofia del progetto

Il progetto nasce all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e unisce due direttrici principali. Da un lato le tecnologie abilitanti tipiche dell’industria 4.0. Dall’altro l’attenzione alla persona e ai servizi propria dell’industria 5.0.

Questo doppio approccio combina automazione e supporto umano per migliorare la sicurezza senza sostituire il lavoratore. Le soluzioni privilegiano l’affiancamento operativo e la prevenzione dei rischi, con possibili integrazioni nei protocolli di sicurezza esistenti.

Laboratori interdisciplinari

I laboratori del CrossLab a Navacchio operano come ambiente sperimentale dove ingegneri, ricercatori e imprese co-progettano prodotti e processi. Il coordinamento del progetto promuove l’apertura verso partnership industriali interessate a integrare o sviluppare la piattaforma, con test in contesti produttivi reali. Il modello organizzativo favorisce la co-creazione, mettendo a disposizione competenze, strumentazione e spazi per sperimentazioni congiunte.

Impatto sulla sicurezza e scenari operativi

La soluzione trasforma osservazioni visive in interventi operativi concreti, mirati a ridurre la presenza di lavoratori non conformi e a segnalare rapidamente le non conformità. Nei cantieri e negli impianti il sistema può interrompere processi a rischio, integrandosi nei protocolli di sicurezza esistenti per limitare gli incidenti. L’efficacia operativa si misura su indicatori quali la riduzione delle segnalazioni manuali e la diminuzione dei tempi di reazione.

Le integrazioni previste includono la sincronizzazione con procedure aziendali e l’adattamento dei parametri a specifici scenari operativi. Gli sviluppi futuri puntano a validazioni estese in ambienti complessi e a misurazioni comparative per quantificare il contributo alla sicurezza sul lavoro.

Vantaggi e limiti

Il sistema offre rapidità nella rilevazione, possibilità di personalizzazione e installazione con componenti compatte. Algoritmi e sensoristica dedicata riducono i tempi di intervento rispetto a soluzioni tradizionali. Tuttavia, la tecnologia non sostituisce formazione del personale, definizione di policy aziendali né attività di manutenzione preventiva. Il dispositivo funziona al meglio se inserito in un sistema integrato di prevenzione e gestione del rischio, con protocolli operativi e verifica periodica delle prestazioni.

Prospettive future

Le evoluzioni attese includono il perfezionamento degli algoritmi di riconoscimento e l’integrazione con altri sensori, come rilevatori di gas e sistemi di localizzazione. L’adozione in contesti diversi dalla produzione industriale richiederà adattamenti hardware e validazioni sul campo. La collaborazione con imprese partner consentirà di personalizzare la soluzione e di misurare l’impatto operativo mediante test comparativi estesi. Sono previsti sviluppi volti a quantificare il contributo del sistema alla riduzione degli incidenti e ai costi di gestione.

Il progetto, sviluppato con contributi accademici e industriali, rappresenta un passo verso una sicurezza sul lavoro più proattiva. Grazie a videocamere intelligenti e a un’analisi locale dei dati, la prevenzione diventa un’azione immediata e configurabile secondo le regole aziendali.

Il team del CrossLab dell’Università di Pisa ha diffuso le informazioni e ha effettuato dimostrazioni presso il polo tecnologico di Navacchio. Il sistema integra principi consolidati di automazione con soluzioni orientate alla tutela della persona per ridurre i rischi in ambito produttivo. Sono previsti sviluppi volti a quantificare il contributo del sistema alla riduzione degli incidenti e ai costi di gestione, con test pilota e valutazioni quantitative per verificarne l’efficacia operativa.

Scritto da Staff

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