Nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Brescia si è svolta una lectio che ha posto al centro il rapporto tra diritto, imprese e tecnologie. Il Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani (Direttore Generale della Pubblica Sicurezza), ha ricostruito il quadro delle minacce digitali e delle politiche di prevenzione, richiamando la necessità di una risposta coordinata tra istituzioni, magistratura e mondo imprenditoriale. L’incontro, inserito nel contesto della conferenza «Sicurezza Digitale e Imprese», ha visto la partecipazione di accademici, magistrati e rappresentanti aziendali, offrendo un banco di prova per il dibattito pubblico sulle priorità operative e normative.
Il discorso ha insistito sulla doppia natura del digitale: strumento di sviluppo ma anche vettore di vulnerabilità sistemiche. Per Pisani, il cyberspazio è uno spazio senza confini fisici che, pur essendo un «contenitore tecnico», conserva una decisiva componente umana che condiziona impatti giuridici, economici e sociali. Tra i presenti figuravano il Rettore Prof. Francesco Castelli, la Prorettrice Vicaria Prof.ssa Adriana Apostoli, il Procuratore Generale Dott. Guido Rispoli, il Prefetto di Brescia Andrea Polichetti e il Questore Paolo Sartori, oltre a commissari in collegamento dalla Scuola Superiore di Polizia.
Nuovi pericoli e quadro giuridico
Nel suo intervento il Capo della Polizia ha richiamato concetti chiave come la territorialità incerta del mondo digitale e la conseguente difficoltà nell’individuare la competenza giudiziaria. Ha posto in rilievo rischi che toccano diritti fondamentali, infrastrutture critiche e funzionamento dei servizi essenziali, invitando a rivedere categorie giuridiche tradizionali per renderle adeguate al progresso tecnologico. La riflessione sul concetto di guerra ibrida ha aperto una domanda cruciale: un attacco informatico che paralizza ospedali o reti energetiche può essere letto alla stregua di un’azione militare o addirittura di un crimine di guerra? Il tema chiama un confronto tra diritto nazionale e diritto internazionale per definire soglie e responsabilità.
Intelligenza artificiale e dipendenza tecnologica
Un passaggio forte della lectio ha riguardato la intelligenza artificiale. Pisani ha segnalato come il sistema produttivo italiano sia ancora marginale nello sviluppo di queste tecnologie e, nella sostanza, si configuri più come consumatore che come produttore: una condizione che comporta dipendenze da mercati esteri con regole differenti. La riflessione ha toccato l’urgenza di investimenti, competenze e politiche industriali che permettano non solo di normare l’IA, ma anche di partecipare attivamente alla sua costruzione e controllo.
Strumenti operativi e cooperazione
Sul fronte operativo Pisani ha evidenziato i progressi della Polizia di Stato nell’adeguare strumenti e competenze per contrastare il crimine informatico. Ha citato l’esperienza del CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), operante presso il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica, istituito oltre vent’anni fa con lungimiranza. Questa struttura rappresenta un nodo centrale per la raccolta di informazioni e per le indagini, ma la sua efficacia dipende anche dalla capacità di allineare la normativa nazionale e internazionale alla rapidità del progresso tecnico.
Collaborazione internazionale e strumenti normativi
La necessità di scambi rapidi di informazioni è stata sottolineata richiamando esempi concreti di cooperazione: la direttiva europea E-evidence, recepita nell’ordinamento, è citata come strumento per accelerare l’acquisizione transfrontaliera di prove digitali. Allo stesso modo, Pisani ha ricordato l’importanza della collaborazione tra forze di polizia e intelligence, anche attraverso comitati di analisi che replicano modelli consolidati nel contrasto al terrorismo, con l’obiettivo di prevenire fenomeni come il cyber terrorismo grazie alla condivisione delle informazioni.
Bilanci e passaggi conclusivi
L’incontro ha affrontato inoltre il delicato equilibrio tra tutela della privacy e esigenze di sicurezza, invitando a un bilanciamento ponderato dei diritti costituzionali con le necessità investigative e di protezione. Dopo gli interventi accademici introduttivi del Prof. Michele Onorato e i contributi di figure quali il Presidente del Tribunale Dott. Stefano Scati e il Prof. Roberto Bocchini, si sono susseguiti interventi da parte di esperti di cyber security del settore privato, tra cui Ivano Gabrielli, Umberto Arrighini, Glauco Benini e Alessandro Manfredini, che hanno portato casi pratici e prospettive aziendali.
A conclusione della giornata istituzionale, il Prefetto Vittorio Pisani ha visitato la Questura di Brescia dove ha salutato dirigenti e funzionari, ringraziando il personale per l’impegno quotidiano nella protezione dei cittadini e delle infrastrutture. L’evento ha rappresentato un banco di confronto utile per mettere a fuoco scelte strategiche che richiedono sintesi tra politica, diritto e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di costruire una sicurezza digitale solida e sostenibile per il sistema paese.
