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28 Settembre 2026

Selfarea e AI: cosa cambia per autori, acquirenti e diritti d’autore

L'uso dell'IA nelle aree dedicate agli autori richiede nuove regole, trasparenza e tutela per creatori e fan.

Selfarea e AI: cosa cambia per autori, acquirenti e diritti d'autore

Le grandi fiere italiane di fumetto si dividono tradizionalmente in due mondi: i padiglioni commerciali, dove si trovano editori e merchandising ufficiale, e le zone riservate agli autori indipendenti, comunemente chiamate selfareaartist alley o area small press. Qui i creatori – spesso artigiani del proprio talento – espongono e vendono album, sketch, tavole originali e gadget realizzati con le proprie mani, puntando non solo sulla merce ma anche sul legame diretto con il pubblico.

All’inizio di settembre, una fiera di fumetto e cultura pop ha visto comparire per la prima volta nei banchi della selfarea prodotti – stampe, adesivi e piccoli gadget – generati interamente da software di intelligenza artificiale. In almeno un caso il venditore ha indicato il prodotto con la dicitura “disegnato da me”, facendo credere ai clienti che l’opera fosse frutto di lavoro manuale. La notizia ha subito innescato un acceso dibattito, culminato nella petizione online “STOP GEN AI alle fiere del fumetto!” che ha superato le 9.000 firme.

Legalità dell’uso dell’IA nella selfarea

Dal punto di vista normativo non esiste alcun divieto italiano o europeo che impedisca la creazione o la vendita di immagini generate da un algoritmo. Tuttavia la legge 132/2025 ha introdotto una precisazione importante: le opere protette dal diritto d’autore sono quelle frutto di creatività umana. Un’immagine prodotta esclusivamente da un prompt AI non è considerata “opera dell’ingegno umano” e, Chi commercializza tali immagini potrebbe quindi trovarsi a vendere un prodotto privo di ogni protezione legale sull’autore.

Il rischio di inganno per il consumatore

L’articolo 21 del Codice del consumo vieta pratiche commerciali ingannevoli, comprese quelle che forniscono informazioni false sul metodo di produzione. Un’etichetta “disegnato da me” su un’opera generata da IA, collocata in un’area che celebra l’autoproduzione, può essere interpretata come una violazione di questa norma, perché induce il compratore a credere di sostenere direttamente l’artista. La legge richiede che l’inganno sia capace di influenzare la decisione di acquisto; nella selfarea, dove la motivazione principale è il supporto diretto al creatore, il rischio è particolarmente concreto.

Origine dei dati di addestramento e la questione dei diritti

I modelli generativi sono alimentati da enormi insiemi di immagini reperite sul web, molte delle quali protette da copyright. La direttiva UE 2019/790 consente il cosiddetto “text and data mining” a meno che il titolare dei diritti non abbia espresso esplicitamente un opt-out. L’AI Act all’articolo 53, obbliga i fornitori di modelli a pubblicare una sintesi dei contenuti usati per l’addestramento e a rispettare gli opt-out. In pratica, spetta agli artisti individuare e opporsi all’uso delle proprie opere, un compito complesso da svolgere. L’associazione europea EGAIR chiede una inversione di responsabilità: solo con il consenso preventivo o una licenza specifica le opere dovrebbero poter alimentare i dataset.

Richieste della comunità e iniziative legislative

La petizione lanciata dall’illustratrice Veronica Villa prevede tre sollecitazioni principali: aggiornare i regolamenti espositivi per escludere i prodotti generati da IA, riservare le selfarea esclusivamente a creatori umani e garantire piena trasparenza al pubblico. La pressione ha già spinto alcuni organizzatori a valutare modifiche al proprio codice di condotta, ma al momento non esistono decisioni vincolanti a livello nazionale. Nel frattempo, i creatori tradizionali temono che l’afflusso di contenuti AI possa erodere la cultura del dōjinshi una tradizione giapponese di autoproduzione e scambio di opere non commerciali.

Il contesto culturale: il Linus Festival del Fumetto

Parallelamente, la quinta edizione del Linus Festival del Fumetto si è conclusa con l’inaugurazione della mostra “Manuele Fior – L’Anomalia” nella Pinacoteca Civica, un evento che ha celebrato la sperimentazione artistica e sonora. Tra talk, performance e proiezioni cinematografiche, il festival ha mostrato come i fumetti possano intersecarsi con altre forme d’arte, evidenziando la vitalità del panorama culturale italiano. Questa atmosfera di innovazione fa da sfondo al dibattito sull’IA: se da un lato la tecnologia offre nuove possibilità creative, dall’altro richiede una riflessione etica e normativa per preservare l’autenticità delle opere indipendenti.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.