Pragmata nasce come un progetto ambizioso di Capcom che mette in scena un’avventura ambientata su una stazione costruita sulla luna. L’incipit vede il soldato Hugh e la bambina androide Diana alle prese con una minaccia interna gestita dall’Intelligenza artificiale IDUS, ma ciò che distingue il titolo è il modo in cui la narrativa dialoga con il gameplay. In questo testo esploreremo ambientazione, sistema di combattimento e scelte strutturali che caratterizzano l’esperienza.
Il gioco propone una formula che mescola elementi di action/adventure e meccaniche più riflessive, spesso associate al survival. L’uso della Lunite, un materiale capace di essere “stampato” in forme diverse, è il pretesto narrativo che giustifica la varietà estetica degli ambienti e la presenza di opposizioni modulari. Di seguito analizziamo come queste scelte tecniche e narrative si traducono in momenti di gioco concreti.
Ambientazione e racconto
La stazione lunare è il palcoscenico principale: corridoi industriali si alternano a riproduzioni di luoghi terrestri che servono a rendere la vita dei ricercatori meno alienante. La Lunite viene presentata come un materiale dalle proprietà uniche, capace di assumere forme e funzioni diverse, e diventa elemento chiave sia per la trama sia per il level design. I rapporti tra Hugh e Diana seguono archetipi noti — una relazione protettiva che funge da colonna emotiva — ma trovano spazio in documenti, audio e ambientazione che arricchiscono l’universo senza appesantirlo.
Sistema di combattimento e dinamiche principali
Il cuore ludico di Pragmata è il suo sistema di combattimento, che combina lo shooting tipico del TPS con un meccanismo di hacking in tempo reale. Il risultato è una danza continua tra posizionamento, mira e manipolazione di nodi elettronici che rendono vulnerabili gli avversari. Questa combinazione spinge a pensare ogni scontro come un piccolo puzzle dinamico: non basta premere il grilletto, bisogna anche orchestrare l’hack in parallelo con Diana.
Meccaniche di hacking
Il sistema di hacking si manifesta attraverso una griglia visiva che richiede di collegare nodi blu per aprire la finestra di vulnerabilità del nemico. Si tratta di un approccio che possiamo definire ibrido: la componente tattile del tiro si unisce a un’attività di pattern matching eseguita con i tasti del pad. Con il progresso dell’avventura gli hack diventano più complessi, integrano power-up che permettono di colpire più obiettivi contemporaneamente o di prolungare l’esposizione dei punti deboli, costringendo il giocatore a scegliere con cura quando usare le risorse disponibili.
Armi, progressione e strategia
Parallelamente agli hack, l’arsenale di Hugh si amplia passando dalla pistola iniziale a fucili perforanti, armi ad area e strumenti che infliggono status particolari come la paralisi. La sinergia tra armi e hack è fondamentale: utilizzare un potenziamento su un bersaglio sbagliato o sprecare munizioni può compromettere l’esito dello scontro. Questa necessità di pianificazione richiama una mentalità vicina ai survival horror classici, dove la gestione delle risorse e il posizionamento diventano decisivi.
Struttura di gioco, rifugio e durata
Dal punto di vista strutturale Pragmata evita l’open world colossale ma nemmeno punta a una linearità estrema: il gioco si articola in macro aree collegate tra loro, con sezioni più ampie dedicate all’esplorazione e luoghi stretti per momenti di tensione. L’introduzione del rifugio come hub centrale funziona in modo particolare: qui si salvano i progressi, si potenziano Hugh e Diana e si replicano armi e potenziamenti. Il ritorno al rifugio è necessario per salvare manualmente e, alla morte, si riparte proprio da questa base, implicando una minima dose di backtracking organizzata tramite punti di connessione.
La durata si aggira intorno alle dodici ore per una prima run, mettendo il focus su una produzione che preferisce fare poche cose ma farle bene. Sul piano tecnico il gioco sfrutta l’RE Engine, offrendo modelli dettagliati e sezioni visivamente curate, specie su PS5 Pro, pur mantenendo un’interattività ambientale limitata rispetto ad altri titoli contemporanei. In conclusione Pragmata rappresenta il tentativo di una casa storica di sperimentare con una nuova IP: non è perfetto, ma è una boccata d’aria fresca per chi cerca un mix di azione, tattica e atmosfera.