Roma, 2 marzo 2026 — Gyala, startup deep-tech italiana specializzata nella cyber resilienza di ambienti IT, OT e IoT, chiude un round di equity da 4 milioni di euro. Il capitale è stato sottoscritto da Deep Ocean SGR (lead investor), Terna Forward, CDP Venture Capital e Ventive.
Al centro della raccolta c’è la volontà di portare sul mercato soluzioni nate in ambito Difesa e adattate alla protezione delle infrastrutture critiche civili: dalla rete elettrica agli ospedali, dalla manifattura ai sistemi di difesa. Questo finanziamento accelera la transizione della tecnologia di Gyala verso scenari operativi complessi e regolamentati.
La proposta commerciale si basa su Agger, una piattaforma full‑stack pensata per ambienti misti IT/OT/IoT. A differenza degli strumenti di security tradizionali, Agger offre una visibilità granulare sulle reti operative e abilita risposte orchestrate in modo autonomo, riducendo la finestra temporale in cui un’anomalia può diventare un danno reale.
Dal punto di vista tecnico, Agger combina analisi comportamentale, correlazione degli eventi e automazione delle contromisure. Monitora flussi e stati degli apparati, individua deviazioni rispetto ai pattern attesi e può innescare interventi con minima supervisione umana: un approccio pensato per contesti dove ogni minuto di inattività si traduce in costi o rischi rilevanti.
I 4 milioni raccolti saranno destinati a tre priorità: potenziare il team tecnico e la ricerca & sviluppo, sviluppare moduli avanzati per l’orchestrazione intelligente delle risposte e consolidare la presenza commerciale in Italia, con l’obiettivo di aprire alla fase di internazionalizzazione. Una parte delle risorse servirà anche a rispettare requisiti di compliance richiesti dai grandi operatori infrastrutturali.
Investitori industriali e istituzionali hanno puntato su Gyala per più ragioni: una tecnologia interamente sviluppata in Italia con pedigree Difesa, la capacità di proteggere gli ambienti OT da attacchi esterni e un modello di business scalabile in mercati regolamentati. Hanno inoltre sottolineato la solidità del team fondatore e la pragmaticità della roadmap industriale.
Dal mercato arrivano segnali positivi: stakeholder e partner vedono in Gyala la risposta a un vuoto nella catena del valore della cybersecurity OT. La scelta di rafforzare prima la presenza nazionale e poi procedere con la scalata internazionale è stata interpretata come una strategia prudente e coerente con le esigenze degli operatori critici.
Per il tessuto tecnologico italiano, l’emergere di realtà come Gyala significa ridurre la dipendenza da fornitori esteri e aumentare la capacità di difendere risorse strategiche con soluzioni proprietarie. Questo rafforza la resilienza complessiva delle infrastrutture e crea un’opportunità per l’ecosistema nazionale della cybersecurity.
Nei prossimi mesi Gyala concentrerà gli sforzi sull’implementazione degli aggiornamenti previsti nella roadmap di Agger, sull’assunzione di figure chiave in R&D e sul consolidamento dei primi clienti di riferimento in ambito energia e sanità. L’obiettivo dichiarato è trasformare una tecnologia italiana con radici militari in un punto di riferimento internazionale per la OT cyber resilience.