Donazione di 300.000 euro per la PET/CT: Biella si prepara a una svolta diagnostica

Banca di Asti ha avviato una raccolta fondi con una donazione di 300.000 euro per portare una PET/CT all'Ospedale di Biella, riducendo la mobilità sanitaria e ampliando le capacità diagnostiche del territorio.

Il 23 aprile 2026, durante la conferenza stampa svoltasi nella Sala Conferenze di Biver Banca a Biella, è stata annunciata la donazione di 300.000 euro da parte di Banca di Asti all’ASL di Biella. Questo contributo ha lo scopo di dare slancio a una raccolta fondi finalizzata all’acquisizione di una PET/CT di ultima generazione che renderebbe disponibili prestazioni ad alta tecnologia fino ad oggi assenti nel territorio.

Il progetto nasce dall’esigenza di ridurre la mobilità sanitaria per i pazienti oncologici e non solo: attualmente circa 800 pazienti del Biellese si spostano ogni anno per eseguire esami PET/CT, con ricadute pratiche e psicologiche importanti. L’intervento proposto combina una dotazione tecnologica avanzata con spazi già predisposti all’interno della Medicina Nucleare dell’ospedale, pensati durante la costruzione della nuova struttura.

Il sostegno e i protagonisti dell’iniziativa

La scelta di Banca di Asti di finanziare la fase di avvio non è casuale: come ha ricordato il vicepresidente, prof. Roberto De Battistini, la banca ha una storia di collaborazione con il territorio, inclusa la creazione di un hub vaccinale nel 2026. Alla conferenza hanno preso la parola anche il direttore generale dell’ASL BI, Mario Sanò, e il responsabile della Medicina Nucleare, dott. Mirco Pultrone, che hanno illustrato le ricadute cliniche e organizzative del progetto.

Interventi istituzionali e solidarietà territoriale

Fondazioni e partner locali hanno espresso apprezzamento: il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Michele Colombo, e la presidente della Fondazione Tempia, Viola Erdini, hanno sottolineato il valore della cooperazione pubblico‑privato. La somma messa a disposizione dalla banca è concepita come catalizzatore per attrarre ulteriori risorse necessarie al completamento della tecnologia e dei lavori strutturali.

Perché la PET/CT è un salto qualitativo

La PET/CT, ovvero la Tomografia a Emissione di Positroni combinata con Tomografia Computerizzata, non è una semplice evoluzione della TC o della risonanza magnetica: è uno strumento che analizza il metabolismo cellulare, rivelando attività biologiche prima che le alterazioni anatomiche siano visibili. Questo aspetto la rende cruciale in oncologia per la stadiazione dei tumori, la valutazione precoce della risposta alle terapie e l’identificazione di eventuali recidive.

Differenze operative e vantaggi clinici

Le apparecchiature di ultima generazione previste per Biella avranno rilevatori a stato solido, garantendo immagini più nitide, minore esposizione a radiazioni e tempi d’esame ridotti. In prospettiva la macchina potrà supportare anche applicazioni in neurologia e cardiologia e accogliere nuovi traccianti, rendendola una piattaforma aperta capace di evolvere con l’innovazione scientifica.

Impatto territoriale, costi e prossimi passi

Dal punto di vista economico il progetto è articolato in due voci principali: circa 400.000 euro per il completamento edilizio e impiantistico degli spazi già previsti nel nuovo ospedale e 2.640.000 euro per l’acquisizione della tecnologia e delle apparecchiature di corredo. L’intento è trasformare la Medicina Nucleare di Biella in un punto di riferimento per il Piemonte nord orientale, riducendo code, trasferimenti e stress per i pazienti.

Partecipazione e raccolta fondi

Nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità per aderire alla raccolta fondi promossa dall’ASL e dai partner locali. Come ha sottolineato il dott. Mirco Pultrone, sostenere questo progetto significa non solo finanziare una macchina, ma offrire a centinaia di famiglie all’anno la possibilità di affrontare la malattia con maggiore vicinanza e meno fatica: un investimento nella qualità della cura e nella sostenibilità del sistema sanitario locale.

Scritto da Fabio Rinaldi

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