Il 2 si è svolta a Hong Kong una tavola rotonda intitolata “Case e uffici intelligenti: dalla comodità alla necessità – L’impatto della tecnologia sul futuro della vita domestica”. Tra i partecipanti figurava Rachel Chong, associata dello studio Woods Bagot di Hong Kong, affiancata da esponenti dell’HKIDA come Wesley Liu e CM Jao e da Bernald Kwok di Schneider Electric. L’incontro ha messo al centro il rapporto tra tecnologia, progettazione degli spazi e sostenibilità.
Il confronto ha toccato sia gli aspetti pratici dell’adozione di sistemi smart sia le implicazioni per chi progetta ambienti abitativi e lavorativi: dall’uso dei dati per ridefinire le planimetrie agli strumenti di regolazione energetica che rendono più efficiente l’illuminazione, il riscaldamento e il raffrescamento. Sono emerse raccomandazioni concrete per integrare la tecnologia nei progetti di interior design mantenendo attenzione alla sostenibilità.
Utilizzo dei dati degli uffici intelligenti per ripensare lo spazio
Durante il dibattito Rachel Chong ha evidenziato il ruolo dei sistemi per uffici intelligenti come fonte di informazioni utili a migliorare i progetti d’interni. L’analisi dell’occupazione, raccolta tramite sensori e piattaforme di gestione, permette di identificare aree sottoutilizzate e di ricalibrare le distribuzioni funzionali. Questo approccio trasforma i dati in strumenti operativi: non si tratta più solo di conoscere quante persone sono presenti, ma di comprendere i pattern di utilizzo per ottimizzare postazioni, sale riunioni e percorsi di accesso.
Implicazioni per gli interior designer
Per gli studi di progettazione la disponibilità di metriche reali implica un cambio di prospettiva: il lavoro si sposta dalla sola estetica alla progettazione basata su evidence-based design ossia decisioni supportate da dati empirici. Gli interior designer possono così ridurre gli sprechi di spazio, progettare arredi flessibili e introdurre soluzioni scalabili che rispondano a una domanda di lavoro sempre più variabile, tra telelavoro e presenza in sede.
Domotica, risparmio energetico e percezione del cliente
Un altro punto chiave emerso nella tavola rotonda è la capacità dei sistemi domotici di intervenire sull’efficienza energetica regolando automaticamente luci, climatizzazione e consumi in base alla presenza delle persone, all’orario e alle condizioni meteorologiche. Tali meccanismi non solo limitano gli sprechi, ma migliorano anche l’esperienza di chi vive o lavora negli ambienti: scenari personalizzati, regolazioni dinamiche e monitoraggio continuo diventano parte integrante della fruizione quotidiana.
Dal valore percepito alla necessità operativa
I partecipanti hanno sottolineato come la pandemia abbia accelerato la digitalizzazione delle pratiche professionali: l’adozione di strumenti digitali è passata dall’essere un vantaggio opzionale a una componente essenziale per garantire flessibilità e resilienza. In questo contesto, le soluzioni intelligenti vengono percepite dai clienti non più come un «plus» ma come un requisito per mantenere efficienza operativa e sostenibilità nel medio termine.
Modelli di integrazione: HKSTP e la sfumatura tra casa e lavoro
Nel dibattito è stato citato l’esempio dell’Hong Kong Science and Technology Park (HKSTP) che sperimenta forme di spazio ibrido in cui la distinzione tra vita privata e lavoro si attenua. Spazi adattivi, postazioni mobili e infrastrutture tecnologiche permettono di ospitare attività diverse a seconda delle esigenze temporali, offrendo un modello praticabile anche per futuri progetti residenziali e uffici.
Questa tendenza richiede che i professionisti del design considerino non solo parametri estetici ma anche la flessibilità funzionale e la compatibilità tecnologica degli ambienti. Le soluzioni implementate in contesti come HKSTP rappresentano esempi reali di come sia possibile integrare smart building e progettazione d’interni per ottenere risultati misurabili in termini di utilizzo dello spazio e risparmio energetico.
La tavola rotonda ha quindi riunito prospettive diverse — progettisti, associazioni di settore e aziende tecnologiche — per tracciare linee guida pratiche sull’adozione delle tecnologie intelligenti. I temi discussi confermano che la convergenza tra dati, domotica e design sta ridefinendo le priorità della progettazione moderna: efficienza, adattabilità e sostenibilità si collocano oggi al centro delle scelte professionali.



