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14 Giugno 2026

Copyright in Giappone: la posizione del governo dopo l’uso non autorizzato di Naruto

Il governo giapponese ribadisce l'importanza del rispetto del copyright, soprattutto dopo l'uso non autorizzato di Naruto in un video di Donald Trump.

Copyright in Giappone: la posizione del governo dopo l'uso non autorizzato di Naruto

In un’epoca in cui i confini tra creatività e sfruttamento si fanno sempre più labili, il governo giapponese ha deciso di prendere una posizione ferma sulla tutela del copyright. La scintilla che ha acceso il dibattito è stato un video pubblicato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che lo ritraeva nei panni di Naruto Uzumaki, il celebre protagonista del manga e anime creato da Masashi Kishimoto.

Il video ha scatenato un’ondata di critiche online, spingendo il governo nipponico a intervenire ufficialmente. Pur senza fare riferimento diretto al caso specifico, il messaggio di Tokyo è stato chiaro: le opere protette da copyright devono essere utilizzate solo con l’autorizzazione dei titolari dei diritti, indipendentemente da chi le utilizza.

La difesa degli autori e dei loro diritti

Durante una conferenza stampa, Kimi Onoda, ministro per la Strategia Digitale e la Politica Cool, ha ricordato che la normativa giapponese sul diritto d’autore prevede l’ottenimento del consenso da parte dei detentori dei diritti prima di utilizzare opere protette. La Onoda ha sottolineato che il problema non riguarda solo eventuali violazioni tecniche del copyright, ma anche il danno che gli autori possono subire se le loro opere vengono associate a messaggi o contesti che non riflettono le loro intenzioni originarie.

Questo dibattito solleva una questione sempre più attuale per l’industria dell’intrattenimento giapponese. Con la diffusione di strumenti di editing avanzati e contenuti generati tramite intelligenza artificialeè diventato estremamente semplice modificare immagini, video e personaggi celebri per inserirli in contesti completamente diversi da quelli previsti dai creatori.

La protezione dell’identità del brand

Per aziende come Shueisha e TV Tokyo, coinvolte nella gestione del marchio Naruto, la questione non riguarda solo la legalità dell’utilizzo, ma anche la protezione dell’identità del brand. Associare un personaggio famoso a un messaggio politico, a una campagna elettorale o a una figura pubblica può infatti creare un collegamento che gli autori e i detentori dei diritti non hanno mai autorizzato.

Le dichiarazioni di Kimi Onoda si inseriscono in una linea già espressa dal governo giapponese negli ultimi mesi. La ministra aveva infatti sostenuto con fermezza che il ruolo delle istituzioni non dovrebbe essere quello di influenzare i contenuti creativi di anime e manga, bensì quello di sostenere gli autori, contrastare la pirateria, proteggere la proprietà intellettuale e favorire la crescita di nuovi talenti.

Anime, manga e le sfide del copyright nell’era digitale

Una posizione che assume ancora più importanza oggi, mentre anime e manga continuano a espandere la propria influenza a livello globale e l’intelligenza artificiale rende sempre più difficile distinguere tra omaggio, parodia, fair use e sfruttamento non autorizzato. Il Giappone sembra intenzionato a mantenere una posizione molto chiara: il successo globale degli anime non deve tradursi in un indebolimento delle tutele per chi quei personaggi li ha creati.

In un mondo in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, la difesa del copyright rimane un pilastro fondamentale per garantire che gli autori e i creatori possano continuare a esprimere la loro arte senza timore di sfruttamento. Il caso di Naruto e Donald Trump è solo l’ultimo esempio di una sfida che l’industria dell’intrattenimento dovrà affrontare sempre più spesso in futuro.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.